Altra presentazione allo Stadium e questa volta tocca a Mario Mandzukic, centravanti ex Atletico Madrid e Bayern Monaco e della nazionale croata, narrare del suo approdo in bianconero. Si tratta di un investimento importante per la Juventus, 19 milioni di euro più bonus per un giocatore chiamato a sostituire uno che come Carlitos Tevez in quanto a importanza, ne ha avuta a tonnellate nel suo fantastico periodo juventino, ben consci che il croato sarà facilitato nel compito di non far rimpiangere l’Apache da Dybala e da Morata.

In realtà Mandzukic non necessita di troppe presentazioni poiché è gia molto noto sia alla Juventus che ai tifosi della nazionale italiana per aver segnato in varie occasioni decisive contro bianconeri e azzurri, e di fronte al popolo bianconero ha esordito così: “Ho scelto la Juve perché è una grande squadra, la prima in Italia, ci sono giocatori eccezionali, questo è il motivo principale della mia scelta. Affrontare la Juve è sempre difficile, ha una difesa tra le più forti che ho affrontato, è una squadra magnifica, da ora in avanti non dovrò più vederla da avversario. Sono entusiasta di poter giocare qui“.

Di poche parole e molta concretezza, Mandzukic è andato subito al sodo parlando di obiettivi e, come nel caso di Dybala, di Champions League: “Nessuno si sarebbe aspettato la Juve in finale di Champions l’anno scorso, è la dimostrazione dell’ottimo lavoro fatto dalla squadra e dall’allenatore. E un buon inizio per la stagione successiva, vogliamo ripartire e conquistare la Champions. La gara di Berlino, contro il Barcellona, è stata equilibrata, entrambe le squadre avevano l’opportunità di vincere. Io qui spero di dare il mio contributo, gol a parte. La Juve è abituata a vincere, mi metto al servizio della squadra per continuare a farlo“.

Consapevole di essere in procinto di vivere una stagione in bianconero con una Juventus orfana di grandi pilastri come Pirlo, Tevez e, ora, Vidal il croato vuole guardare avanti senza rimpiangere il passato: “Tevez è un grande, un giocatore con una carriera brillante. Anche Pirlo è un giocatore straordinario, ogni squadra sentirebbe la mancanza di due come loro, ma sono arrivate forze fresche, spero per una stagione all’altezza di quella scorsa. Buffon? A Spalato ho parlato a lungo con lui a fine partita, è il mio idolo da quando ero bambino“. Infine sulla scelta del numero di maglia: “Ho preso la numero 17 perché è il numero con il quale ho debuttato tra i professionisti in Croazia e lo stesso che ho in Nazionale“.