La prima volta di un giapponese al Milan. La presentazione di Keisuke Honda, come era lecito aspettarsi, è stata trasformata in un evento mediatico e socialmediatico tutto flash e paillettes, con una quantità di giornalisti giunti direttamente dal Sol Levante ad affollare la Sala Executive di San Siro, un video di introduzione magniloquente, “Il Mondo” di Jimmy Fontana di sottofondo (?!) e un Adriano Galliani che, depotenziato o meno, si conferma perfettamente a suo agio nei panni di maestro di cerimonia. Bando alle ciance, lasciamo spazio a Keisuke Honda; anzi, Keiske Hondà.

Com’è trovarsi finalmente al Milan?

Sono davvero entusiasta e molto felice. Sapevo che il mio sogno si sarebbe realizzato, quando avevo 12 anni avevo scritto in un tema scolastico che avrei voluto giocare in Serie A e indossare la maglia numero 10. E quella del Milan è un sogno. Voglio ringraziare il dottor Galliani, il dottor Gandini e mio fratello per questo trasferimento. Voglio dimostrare chi sono sul campo. Devo prepararmi molto bene, ma mi farò trovare pronto

Cosa pensi di poter vincere con il Milan?

Volevo venire al Milan e voglio vincere qui. Io penso alla Champions League

Conosci già i tuoi compagni?

Sì, conosco molto bene i miei compagni, fin da piccolo ho sempre seguito il Milan, in Giappone la Serie A è la più popolare. Non posso fare il nome di un solo calciatore, in tanti sono per me degli esempi

In Russia sei migliorato molto

So che dovrò confermarmi anche qui, dovrò segnare molto, fare molti assist, fare cose speciali. Farò del mio meglio

Cosa potrai dare in campionato, visto che in Europa non potrai giocare?

Come detto, voglio fare gol e fare tanti assist. Ci sono molte cose che posso fare per aiutare la squadra, comunque non credo che sia in così cattive condizioni, sono tutti molto bravi e io credo di poter dare il mio contributo

Dove ti vedi in campo?

Posso giocare ovunque, comunque credo che il mio ruolo sia quello di trequartista

Tu pensi solo al calcio: questa tua dedizione assoluta è innata o è una scelta?

Entrambi, ho questo carattere da quando sono nato. D’altra parte, cerco sempre di potenziare questo lato di me

Cosa pensi del calcio italiano?

Penso sia molto fondato sulla difesa, sull’aspetto tattico. Io sono un attaccante, ma devo giocare insieme ai miei compagni e seguire ciò che mi dice l’allenatore, questo per me è molto chiaro

Avevi ricevuto altre offerte?

C’erano altri club interessati, ma ho ascoltato il mio cuore. Mi sono chiesto: in quale club vorresti giocare? E il mio cuore mi ha detto: Milan. Così è andata

Cos’è lo spirito samurai di cui hai recentemente parlato?

Non ho mai incontrato un samurai, ma credo che i giapponesi non si arrendano mai. Abbiamo una mentalità molto rigorosa, seguiamo una ferrea disciplina. Io ho queste qualità e voglio dimostrare che questo sarà lo spirito che mi accompagnerà anche sul campo

Di cosa ti ha parlato Nagatomo?

Mi ha parlato dei tifosi italiani, mi ha detto che se non giocherò bene mi manderanno a quel paese. Me ne ricorderò

Come hai vissuto gli ultimi mesi a Mosca?

Avrei voluto venire già in agosto, ma ho comunque continuato a fare del mio meglio per il CSKA Mosca, sapendo che sarei venuto qui a gennaio

Che ricordo hai della nazionale italiana affrontata nella Confederations Cup?

Abbiamo perso contro l’Italia, ma al Mondiale spero di incontrarla e prendermi la rivincita

Di cosa ti ha parlato Zaccheroni?

Mi ha suggerito di venire qui, dicendomi che il Milan è il top. Mi ha anche detto che dovrò dare il massimo

Cosa pensi di Milano?

Mi piace, mi sembra una bella città, molto diversa da una città giapponese. Sono già andato in ottimi ristoranti, anzi, se ne avete qualcuno da consigliarmi…

Cosa pensi di Kakà e Balotelli?

Sono tra i più forti giocatori al mondo, posso imparare molto da loro. Se giochiamo bene insieme potremo vincere lo scudetto: non quest’anno, ma presto