Poca autocritica e molte critiche: si possono sintetizzare così le parole del nuovo allenatore del Galatasaray ed ex commissario tecnico della Nazionale azzurra Cesare Prandelli. Dopo la presentazione ufficiale in conferenza stampa come neo tecnico della squadra turca, Prandelli si è sfogato con la stampa italiana e ne ha avute per tutti.

Le prime parole tentano di giustificare il silenzio in cui si è chiuso nelle ultime due settimane: “Io e la mia famiglia riceviamo lettere di minacce dai tifosi. Potevo chiedere la buonuscita come fanno tutti gli italiani e invece mi sono dimesso con la volontà di non accettare proposte dall’Italia“. Poi lo sfogo contro i giocatori: “Mario (Balotelli, ndr) ha solo grandi colpi per il momento, ma deve ancora diventare un campione. Quello che ho letto su ciò che è successo nell’intervallo di Italia-Uruguay è vero solo in parte: gli dissi di uscire dal suo mondo virtuale“.

E poi l’affondo più duro nei confronti di Giuseppe Rossi: “E’ ancora forte la delusione che ho provato dopo le sue parole (si riferisce allo sfogo di Rossi su Twitter, ndr). Se un giocatore conosce il proprio ruolo… L’avevo detto alla prima conferenza, non era pronto e gliel’ho detto due volte. Questa è una delusione umana. Un giorno dirà la verità. E’ cominciato tutto da lì”.

Alla fine anche quella che sembra una frecciatina a Giancarlo Abete, presidente della FIGC: “Al Galatasaray il presidente ti parla in faccia, ti guarda negli occhi“. E no, non c’è traccia di alcuna critica verso se stesso in tutti questi affondi.