Solo contro tutti. Il ruolo del portiere è alquanto atipico: maglia diversa, lontano dai tuoi compagni e la perenne sensazione che da te dipendano le sorti della squadra. Non sono ammessi errori e nelle classifiche individuali arrivi quasi sempre dopo i grandi bomber. Unico Pallone d’Oro della storia Lev Yashin.

UMILE BACKGROUND

Miglior portiere del XX secolo secondo l’IFFHS, l’istituto internazionale di storia e statistica sul calcio, Lev viene da una famiglia povera e da un’infanzia difficile. A 12 anni si ritrova già a lavorare in fabbrica, al posto dei colleghi più anziani impegnati in Guerra. Il suo talento fa strada all’interno della Dinamo Mosca e, complice un infortunio di Khomic, diventa titolare e da quel punto in poi la Tigre finisce ben presto dimenticata.

NAZIONALE

Dal 1949 al 1971 nella formazione moscovita, vince sei campionati sovietici (nel 1960, 1963 e 1966 riconosciuto come miglior estremo difensore) e tre coppe nazionali: un’enormità. La sua divisa completamente scura gli vale il soprannome di “Ragno Nero”. Alto 1.89 m i suoi riflessi sono fuori dal comune per un atleta della sua stazza. Idolo di un’intera popolazione, debutta in Nazionale nel 1954 e per tredici anni ne diventa il guardiano insormontabile. Due i grandi trofei che conquista con addosso quella maglia: l’oro alle Olimpiadi di Melbourne 1956 e, quattro anni più tardi, l’Europeo francese, prima edizione della competizione continentale che Yashin fa sua nella finale contro la Jugoslavia.

UNICO DELLA SUA STIRPE

La migliore annata è tuttavia il 1963. Fortunatamente smentito l’annunciato ritiro, l’ormai 34enne Yashin mette le sue manone sul Pallone d’Oro. Il portiere russo giunge al primo posto davanti a campioni del calibro di Rivera, Greaves, Law, Eusebio, Schnellinger, Seeler, Suarez, Trapattoni e Bobby Charlton che completano la top 10. La partita di addio si gioca il 27 maggio 1971 allo stadio Lenin di Mosca, tutto esaurito con i suoi 103.000 spettatori. Di fronte alla Dinamo una selezione di All Star mondiali, con stelle del calibro di Beckenbauer, Facchetti, Bobby Charlton, Pelè ed Eusebio.