Paul Pogba al Barcellona, ma solo a partire dal 2016. In Spagna ne sono sicuri: secondo il quotidiano catalano Mundo Deportivo, le due finaliste dell’ultima Champions League avrebbero già trovato un accordo informale per il trasferimento della stella francese in blaugrana, in seguito all’incontro a Milano tra Beppe Marotta e Ariedo Braida, che qualcosa di calcio italiano continua a capirne. Non già in questa sessione di calciomercato, dal momento che i campioni d’Europa in carica non possono operare causa sanzione FIFA, ma dalla prossima sessione estiva. A differenza di Aleix Vidal, l’esterno del Siviglia che il Barça ha già acquistato ma il cui tesseramento dovrà necessariamente slittare al prossimo gennaio, Pogba non avrebbe certo potuto accettare di restare congelato per sei mesi, men che meno nell’anno che si concluderà con gli Europei nella sua Francia. E così, tra 12 mesi si concluderà un affare già imbastito dalle due dirigenze, con l’avallo del giocatore e del suo entourage.

A proposito dell’entourage di Pogba, ovvero Mino Raiola, ovvero The Brain Master, come l’ha appena soprannominato Zlatan Ibrahimovic (evidentemente, l’antica definizione che gli aveva dato lo svedese, “pizzaiolo mafioso e ciccione”, aveva iniziato a star stretta al mefistofelico agente). Juve e Barcellona avranno anche raggiunto un gentlemen agreement sulla base, immaginiamo, di svariate decine di milioni di euro (non certo i 124 di cui vaneggiava la stampa inglese da parte del City, più verosimilmente attorno ai 60-70), ma se Raiola dovesse ricevere una proposta indecente nelle prossime settimane, avrà sicuramente modo di ribaltare le carte in tavola e di convincere la Juve a rimangiarsi la parola data al Barcellona. I catalani sono relativamente tranquilli sul fatto di poter chiudere tutto dopo le elezioni sociali del 18 luglio, anche perché hanno prospettato al giocatore un ingaggio inferiore solo a quello di Leo Messi e Neymar, ma finché non ci sono le firme con Mino non c’è mai da star tranquilli, e spesso non ce lo si può permettere nemmeno con le firme.