Spurs ridotti in cenere. In gara-1 di semifinale i Rockets asfaltano San Antonio 126-99. Si tratta della sconfitta casalinga più pesante nei playoff della franchigia con lo sperone.

San Antonio: una disfatta senza precedenti

Statistiche terribili per gli uomini di coach Popovich: l’unico a salvarsi Kawhi Leonard con 21 punti 11 rimbalzi e 6 assist. E Houston spadroneggia:  James Harden chiude con 20 punti, 14 assist e 4 palle, ma il top scorer è Trevor Ariza, che mette a referto 23 punti totali. Gli acciacchi sembrano passati per il barba, ne dà prova infilando 8 punti nei 3 minuti. Ariza e Anderson portano subito il vantaggio a +10. Ginobili e Leonard prova una reazione, ma è un fuoco di paglia. I tanti errori e le palle perse aprono il campo a Houston, che ringrazia terminando il 1° quarto sul +11. Distanze aumentate nella seconda frazione. Gordon e Lou Williams fanno sentire la loro presenze, guidando al +20. Azzecca pochissime giocate San Antonio, indietro di 30 punti all’intervallo lungo. Tornano negli spogliatoi con il peggior scarto della loro storia nei playoff (nei primi 24′). E nemmeno il colloquio con coach Pop suscita un moto d’orgoglio. La pioggia di triple, intanto, non si arresta.

Houston gestisce, mentre Dedmon perde la pazienza

Houston prende ancora più il largo, toccando il massimo +39. Il contro parziale di 12-4 è l’ultimo sussulto degli Spurs, che riportano lo svantaggio sotto i 30 punti. Timida reazione che non basta. Dedmon tira fuori il carattere, anche troppo: cedendo alla frustrazione accende una rissa con Harden e Nene, che costa l’espulsione al centro brasiliano. La cacciata di Demon arriverà nell’ultimo periodo, quando prende la via degli spogliatoi dopo uno scambio di parole con Beverley. I Rockets sono liberi di amministrare in totale tranquillità il vantaggio. Un tonfo che fa rumore per gli Spurs. Già nella prossima uscita occorrerà ritrovare solidità, anche solo per non ripetere simili “imbarcate”.