Vince sempre la squadra, mai il singolo. Una legge non scritta dello sport che neppure Russell Westbrook è riuscito a sovvertire. Da 47 punti, 11 rimbalzi e 9 assist la sua gara-5, gli Houston Rockets trionfano comunque 105-99 e chiudono sul 4-1.

Playoff NBA: Houston, panchina scatenata

Un confronto equilibrato, come nei precedenti. OKC parte meglio, avanti 22-16 a fine prime quarto. La panchina di Mike D’Antoni annulla però il vantaggio, Harden fa poi il resto per il 51-44 Rockets all’intervallo. Beverley mette il 61-50 a 7’14” dalla terza sirena, ma Westbrook si scatena con 20 punti che proiettano Oklahoma City al 77-70 a 1’55” dalla sirena. Quando Beard prende momentaneamente una pausa ancora la panchina riporta i Rockets al comando. Westbrook lotta ancora, ma Houston approda nelle semifinali della conference Ovest. Da lunedì sfiderà la vincente di San Antonio-Memphis: proprio il riposo di cui Harden ha bisogno per rimettersi in sesto.

Le dichiarazioni post-partita

“Non sempre le cose vanno nel migliore dei modi, nella maniera in cui le immagini”, racconta Harden a fine gara, autore di 34 punti. “La nostra fortuna è stata quella di avere sempre qualcuno in grado di fare un passo avanti e di aiutarci a superare le difficoltà. Non siamo preoccupati per le nostre percentuali al tiro; giocando come sappiamo, quelle arriveranno di conseguenza”. Dello stesso avviso coach D’Antoni, che spende grandi complimenti per Westbrook: “È fenomenale; avesse continuato anche nel quarto periodo a giocare una partita del genere, ci saremmo soltanto dovuti togliere il cappello dinanzi a lui e fagli i complimenti. Non ho mai visto un mix di atletismo, talento e determinazione del genere: è incredibile”. Epilogo infelice che non rattrista Westbrook: Non posso che considerarla una buona stagione. Credo che tutti i ragazzi seduti in quello spogliatoio hanno fatto un lavoro incredibile; non possiamo che essere orgogliosi di quanto fatto. Sono felice di poter giocare con loro che hanno compiuto per tutta la stagione un lavoro enorme nel rendermi la vita più facile in campo”.