Fattore campo più che mai rilevante in questo abbrivio dei playoff basket 2015. Dopo il facile successo di Milano su Bologna e quello meno agevole ma comunque meritato di Trento su Sassari, ieri sera si è completata la prima tornata di gare-1, con l’affermazione di Venezia su Cantù per 79-70 e quella decisamente più avventurosa di Reggio Emilia su Brindisi (78-76), al termine di una rimonta quasi impossibile. In generale, come si evince anche dai punteggi, la prima due giorni di post season ha evidenziato ulteriormente il gap tra i campioni d’Italia dell’Olimpia e le altre contendenti, un gap che sarà quasi impossibile colmare se i biancorossi di Banchi sapranno restare concentrati fino alla fine. Stasera è in programma la seconda tappa di Milano-Bologna e Trento-Sassari.

Non è bastato un grande Johnson-Odom (22 punti e 64% dal campo) all’Acqua Vitasnella Cantù per aggiudicarsi il primo punto contro l’Umana Venezia di Charlie Recalcati. Nonostante un’ottima partenza (18-27 all’inizio del secondo periodo) e le prodezze del loro play, infatti, i brianzoli hanno pagato a caro prezzo la serata storta di Metta World Peace, ovvero l’unico in grado di traghettare i compagni a un livello più alto, che ha chiuso la sua gara con soli 6 punti, frutto di appena un paio di triple sulle 8 tentate e di un eloquente 0/1 da 2 punti. La Reyer ha disinnescato il folle americano con Hrvoje Peric, ottimo difensivamente ma al contempo molto efficace sull’altro lato del campo: chiuderà da miglior realizzatore di Venezia con 14 punti e un eccellente 5/7 al tiro. In generale, è stata proprio la perizia balistica di Goss e compagni a garantire la vittoria, basti guardare il dato sulle conclusioni dall’arco: 13/26. Altro elemento chiave, il grande ex Pietro Aradori, che all’esordio assoluto in granata è riuscito a dare un ottimo contributo con 10 punti in 18′ e un 100% al tiro che parla da solo. E’ stata proprio la guardia bresciana a condurre Venezia alla rimonta (34-30), anche se lo strappo decisivo è arrivato nel terzo periodo grazie a uno dei tanti ex senesi a disposizione dell’ex senese Recalcati, ovvero Jeff Viggiano, che infila 10 punti in 3′, con Peric e Goss a completare l’opera e a lanciare la Reyer sul +16 da cui Cantù non saprà più rialzarsi.

Tutta un’altra storia a Reggio Emilia, dove la Grissin Bon deve sprofondare all’inferno prima di rialzarsi e strappare con il cuore e con i denti una vittoria fondamentale per il prosieguo della serie. E chi lo avrebbe mai detto, dopo un primo periodo in cui Brindisi scava un baratro di 23 punti (7-30) che sembra castrare sul nascere il match, grazie a un Pullen chirurgico e allo strapotere di Mays e James nel pitturato (19-8 i rimbalzi al 10′). Se la gara sembra chiusa nel primo periodo, nel secondo le cose non vanno molto meglio, visto che l’inerzia non cambia e la squadra di Piero Bucchi arriva all’intervallo lungo con un vantaggio di 18 punti che sembra metterla al sicuro. Sembra, perlappunto: perché non sei mai al sicuro quando dall’altra parte ci sono vecchi draghi come Darius Lavrinovic e Rimas Kaukenas. La guardia, insieme a Polonara, è protagonista nello strappo di 12-0 che riporta Reggio Emilia in scia a Brindisi, mentre il gemello di Ksystof firma una partita con più punti (18) che minuti in campo (16), con 7 rimbalzi e 22 di valutazione complessiva. Brindisi riesce comunque a chiudere il terzo periodo avanti di 10, ma lo show di Della Valle a inizio del quarto periodo regala la parità a Reggio Emilia (65-65), trasformando il PalaBigi in una bolgia. Si procede punto a punto fino alla fine: lo stesso Della Valle firma il primo vantaggio emiliano con due liberi a 3′ dalla fine (72-70), la girandola dalla lunetta non cambia le cose: potrebbe cambiarle Pullen con una tripla sulla sirena, ma non va. Vince Reggio Emilia, a Brindisi non restano che i rimpianti.