Mediolanum Forum saccheggiato per la prima volta in questo campionato, fattore campo ribaltato, Alessandro Gentile in odore di squalifica, Milano masochista e già coi nervi a fil di pelle: ecco il bottino che la Dinamo Sassari ha trovato sotto il parquet in quel quarto periodo in cui ha fatto sua gara-1 delle semifinali dei playoff basket 2015 (75-84). Successo meritato per la squadra di Meo Sacchetti, brava a tenersi sempre psicologicamente dentro la partita anche quando l’EA7 sembrava in procinto di scappare, e ancor più brava, negli ultimi 10′, a piazzare le coltellate letali con Sosa e Logan (18 punti in due nell’ultimo periodo, sui 20 totali della squadra), fino a quel momento in ombra. Il segreto del successo della Dinamo, tuttavia, è stata la difesa: l’attacco di Milano è letteralmente scomparso per 7-8 minuti dell’ultimo quarto (3/15 al tiro totale), anche se in questa non è certo estranea qualche scelta bislacca di coach Banchi.

Per 30′ è stata una partita esteticamente fantastica, stracolma di giocate spettacolari. Un grande inizio di Sassari (0-6) subito rintuzzato da una Milano quantomai caricata dalla bolgia del Forum. I ruoli si ribaltano presto, Milano prende in mano le redini dell’incontro e MarShon Brooks è come sempre inarrestabile quando entra dalla panchina (6 punti in un amen), ma Sassari trova in Rakim Sanders un esecutore spietato (17 punti totali per lui, di cui 15 nel primo tempo) e chiude avanti il primo periodo. Si alza l’intensità difensiva di Milano, Hackett e Gentile si iscrivono finalmente alla partita, ma è ancora una volta Brooks, con cinque punti in cinque secondi, a far saltare in aria il palazzetto: Sassari resta aggrappata a Sanders e limita i danni, sotto di 7 punti all’intervallo lungo (49-42). Ripresa, e Milano parte ancora una volta forte (antisportivo a Dyson e +9, massimo vantaggio in serata), ma ci pensano gli arbitri e Gentile a ribaltare l’inerzia: fallo e fallo tecnico al capitano milanese, il terzo e quarto della sua partita, e panchina immediata che lo esclude mentalmente dal match. Ma c’è super Hackett e l’Olimpia torna subito a +9 (62-53) e poi ancora a +8 con un alley oop firmato Brooks-Elegar (68-60) al 29′.

E qui cambia tutto, improvvisamente. L’attacco milanese entra in una rottura più che prolungata e segnerà solo 7 punti, 3 con Kleiza e 4 con Moss, nei restanti 11′; d’altra parte, Banchi decide di rinunciare ad Hackett (solo 5′ nel quarto periodo, mah), e il comando delle operazioni passa a Ragland e Brooks, non proprio due lucidi strateghi. E così per la Dinamo è quasi una formalità il piazzare un break di 24-7 che spezzerà definitivamente l’equilibrio, presa per mano da Sosa e Logan irresistibili negli ultimi 10′. Nel finale Gentile perde definitivamente la brocca e si fa cacciare per proteste, cosa che potrebbe costargli gara-2. Capolavoro di autolesionismo, e la Dinamo ghigna. Si torna in campo domani alle 18.05, sempre al Forum.