Spietata e autoconsapevole: l’Olimpia Milano sotterra la Virtus Bologna anche in gara-2 (99-72), portandosi sul 2-0 nella serie valida per i quarti di finale dei playoff basket 2015 e lanciando un segnale chiarissimo a Sassari e Venezia, le due principali candidate a infastidire la corsa dei campioni d’Italia verso il 27esimo titolo. “Infastidire”, un verbo scelto non a caso: perché se la squadra di Banchi continuerà a restare concentrata com’è apparsa per gran parte di questi primi 80′ di gioco, allora per le rivali la massima ambizione rischia di essere quella di rimediare una sconfitta onorevole.

Non sono tanto i 50 punti rifilati alle V nere in due partite a impressionare – il pronostico era blindato sin dall’inizio, per cui nessuna vera sorpresa – quanto il fatto che Milano li abbia raccolti senza sforzi apparenti, concedendo molti minuti e molti punti ai suoi backup come Brunito Cerella (16,5 minuti e 12 punti di media in questi primi due match, niente male per uno che in regular season viaggiava a 11,9 minuti e 1,9 punti) e Frank Elegar, concedendo ampi periodi di riposo alle stelle della squadra: a cominciare da un Samardo Samuels, vero elemento di rottura dei biancorossi, che rischia di arrivare alla fase calda fresco e riposato. Naturalmente, quando c’è da accelerare si va dai vari Hackett e Gentile, ieri capaci di trascinare subito l’EA7 a un 22-7 che ha indirizzato immediatamente la partita. La Granarolo ha provato una reazione sul finire del primo tempo con Allan Ray, che con 13 punti in 4′ trascina i suoi al -4, ma la panchina di Banchi è una cornucopia: vi esce Ragland e con otto punti di fila affonda nuovamente la Virtus nel baratro; poi, un 14-2 a inizio di terzo periodo chiude definitivamente la contesa. Venerdì è in programma gara-3, quella che dovrebbe regalare ai biancorossi l’accesso alle semifinali.

Tutto riaperto nella serie tra Trento e Sassari. I detentori della Supercoppa e della Coppa Italia, dopo lo scivolone di gara-1, espugnano d’autorità il campo della Dolomiti Energia (79-88) e riportano la serie sull’1-1. Fondamentale, una volta tanto, la difesa dei sardi, aggressivi come non erano stati nel primo episodio anche e soprattutto sotto canestro: basti considerare che dal 62-31 a rimbalzo di martedì si è passati al 39-41 di ieri sera, a testimonianza di un’inversione a U nell’atteggiamento da parte dei ragazzi di Meo Sacchetti. Sassari scappa subito sull’11-0, ma dall’altra parte c’è un Tony Mitchell irrefrenabile (21 punti, 7 rimbalzi e 5 assist il suo score finale) che riesce da solo a ricucire il primo strappo e anche il secondo, quando gli ospiti avevano riallungato sul 36-24. Sacchetti pesca la soluzione giusta e mette Formenti sull’MVP del campionato, mentre i disastri di Trento dalla lunetta (13/23) e un Edgar Sosa finalmente dominante (21 punti) lanciano la volata sassarese. Due triple del redivivo David Logan valgono il +12 (59-71) che affonda definitivamente la squadra di Buscaglia. Si riparte dall’1-1, ma il fattore campo passa a Sassari.