Non è stata squalifica a vita, come in molti avevano pensato all’inizio, ma la mannaia è ugualmente caduta con violenza sui colli tesi di Platini e Blatter. Il Comitato Etico della FIFA, riunitosi a Zurigo e presieduto da Hans-Joachim Eckert, ha emesso in mattinata la sentenza per la nota vicenda di corruzione riguardante i due vecchi draghi della politica calcistica europea e mondiale: entrambi riconosciuti colpevoli di corruzione, sono stati squalificati per 8 anni con effetto immediato e condannati al pagamento di una multa di 50mila franchi svizzeri (Blatter) e 80mila franchi svizzeri (Platini). E, ovviamente, con tanti saluti alla corsa alla poltrona presidenziale della FIFA.

Secondo quanto riportato nella sentenza, il Comitato Etico ha ritenuto che il famoso pagamento di due milioni di franchi svizzeri depositati sul conto di Michel Platini da parte del tiranno svizzero non avesse “alcuna base legale nell’accordo sottoscritto fra le parti il 25 agosto 1999. Né nella sua dichiarazione scritta né durante la sua audizione, Blatter è stato in grado di dimostrare la presenza di basi legali per questo pagamento. La sua affermazione di un accordo orale non è stato convincente ed è stata respinta. Anche l’affermazione di Mr. Platini a proposito di un accordo orale non è stata ritenuta convincente ed è stata respinta dal Comitato“.

Una sentenza prevista ma comunque clamorosa, che di fatto decapita le due più importanti istituzioni sportive del mondo del calcio, e le cui conseguenze non sono ancora del tutto chiare. Sepp Blatter sembra definitivamente tagliato fuori dai circuiti del potere: annuncerà nel corso di una conferenza stampa programmata per oggi le sue intenzioni, ma la sua corsa sembra terminata. Per quanto riguarda Michel Platini, che venerdì scorso ha disertato la sua udienza a Zurigo parlando di “sentenza già scritta” (e che ha 20 anni in meno di Blatter), è probabile una sua reazione decisa, nella forma di ricorso al TAS di Losanna.