Contro quanti ancora si ostinano a sostenere che il campionato di MLS non sia spettacolare basterebbe aver assistito al match, assurto ormai quasi a “clasico” della lega nordamericana tra New York City e Orlando City, una partitona nella quale una caterva di gol si è abbattuta sulle rispettive difese e sugli spettatori increduli e deliranti dello Yankee Stadium, trasformato per l’occasione da cattedrale del baseball a tempio del calcio – e chissà che prima o poi anche il football o meglio il soccer non possa conquistare definitivamente il cuore degli americani.

È finita 5-3 per i padroni di casa al culmine di un’autentica orgia di occasioni da una parte e dall’altra in un match epico nel quale tante ex stelle del calcio europeo hanno brillato anche in pieno giorno, campioni da noi sul viale del tramonto che negli States hanno l’opportunità di continuare ad eccellere e far sognare i loro beniamini. Ma sia chiaro che la MLS non è solamente una vetrina di ex talenti dalla carriera ormai declinante che hanno deciso di svernare negli Usa poiché la lega statunitense è di fatto un movimento, una realtà che si sta costruendo giorno dopo giorno su solide basi progettuali.

Villa “maravilla” (strepitosa doppietta per lui), Kakà e finalmente l’esordio di Pirlo, purtroppo non bagnato dal gol nella sarabanda totale delle segnature, anche in assenza di un altro grande astro come Lampard (fuori per un problema al polpaccio) hanno regalato spettacolo ed emozioni fino all’ultimo respiro. Fiato trattenuto per l’esemplare punizione del mito rossonero che però si stampa sul palo. L’Andrea nazionale invece è partito dalla panchina ma quando ha fatto il suo ingresso in campo nella ripresa, al 56′, è stato accolto da una memorabile standing ovation che lo elegge da subito come idolo della tifoseria. Schemi semplici e diretti che esaltano il pensiero geometrico di due grandi visionari come Kakà e Pirlo, con altrettanti finalizzatori del calibro di Villa da una parte e Larin dall’altra (una tripletta per il giovanissimo canadese) pronti a trasformare in solida realtà le “visioni” dei due filosofi del calcio.