Quando si cade da cavallo è meglio tornare subito in sella, dice l’antica saggezza rurale. A differenza di Clarence Seedorf, che dopo l’esonero del maggio 2014 ha pensato soltanto a godersi il lauto stipendio da 210mila euro netti mensili percepiti dal Milan, Filippo Inzaghi avrebbe voluto rimettersi subito in gioco – troppa la passione febbrile per questo mondo, troppa la voglia di cancellare una stagione emotivamente travolgente come l’ultima – ma di offerte reali non gliene sono arrivate. Tuttavia, a quanto riporta la stampa francese, lo scenario potrebbe cambiare nelle prossime settimane: l’Olympique Lione, nobile decaduta del calcio transalpino, attualmente nona in classifica con la metà dei punti del PSG (26 contro 51), starebbe pensando anche a Superpippo per la successione del tecnico Fournier, ormai prossimo all’esonero.

A onor del vero, Inzaghi non è l’unico nome presente nella lista del club campione di Francia sette volte consecutivamente tra il 2002 e il 2008, e non è nemmeno il primo. Il favorito, infatti, sarebbe Lucien Favre, allenatore capace di traghettare il Borussia Monchengladbach a una straordinaria qualificazione in Champions League, salvo poi essere costretto alle dimissioni a fine settembre a causa di una partenza deficitaria in Bundesliga. Lo svizzero è considerato il profilo giusto dalla dirigenza lionese, in virtù della sua maggiore esperienza e del suo stipendio più contenuto. Il guaio di Inzaghi, infatti, è quel milione e mezzo di euro netti a stagione che recita il suo contratto in essere con il Milan, e che potrebbe scoraggiare il Lione. Va anche detto che Inzaghi sarebbe probabilmente disposto a una consistente riduzione del suo ingaggio, pur di potersi mettere alla prova in un club così prestigioso.

Come i tifosi del Milan ricorderanno, le strade di Inzaghi e del Lione si sono già incrociate, quasi dieci anni fa, nei quarti di finale di Champions League 2005-2006. Dopo lo 0-0 dell’andata allo Stade Gerland, al ritorno i rossoneri soffrirono le pene dell’inferno e ci volle una doppietta di Superpippo, con l’ultima, rocambolesca rete allo scadere, a decidere la qualificazione in favore del Diavolo.