Le quattro sberle giallorosse nel derby di domenica potevano avere una sola conseguenza in casa Lazio: Stefano Pioli esonerato, panchina affidata al tecnico della Primavera, Simone Inzaghi. Un finale inevitabile, che la dirigenza biancoceleste ha provato a rimandare il più possibile, fino a quando anche l’ultimo mini-obiettivo stagionale (il derby, appunto) è svanito in questa stagione ampiamente al di sotto delle aspettative, dopo il sorprendente terzo posto dello scorso campionato.

Spogliatoio spaccato, infortuni a catena, mercato di riparazione inesistente: sono tanti i motivi che hanno condotto a questa situazione, ed è evidente che le colpe non possono ricadere solo sulle spalle di Pioli, ma è altrettanto ovvio che in questi casi è sempre il tecnico a pagare il conto per tutti. Il tecnico parmigiano, d’altra parte, ha sempre respinto l’idea delle dimissioni, anche dopo la brutta eliminazione dall’Europa League per mano dello Sparta Praga, e nonostante fosse ormai certo l’addio al termine del campionato.

Ora tocca a Simone Inzaghi, che a differenza del fratello si è fatto diversi anni di gavetta nelle giovanili biancocelesti prima di approdare in Serie A, vincendo per due volte consecutive la Coppa Italia Primavera (2014 e 2015) e portando a casa anche una Supercoppa Primavera (2014), oltre a una finale e una semifinale scudetto. Miglior marcatore in Europa della storia biancoceleste con 20 reti (di cui quattro in una sola partita contro il Marsiglia, unico italiano a riuscirci), Inzaghi avrà sette partite per provare a guadagnarsi la conferma anche per la prossima stagione, e le possibilità ci sono, vista la grande stima che gli ha sempre dimostrato Claudio Lotito. Ma l’impresa sarà tutt’altro che semplice: la Lazio, come detto, non ha più nulla per cui lottare se non per l’orgoglio e per la maglia, e l’ambiente è in fibrillazione, come dimostra la pesante contestazione post-derby a Formello. Il tecnico avrà modo di conoscere meglio i suoi nuovi giocatori durante il ritiro di Norcia, deciso dal club dopo il pesante rovescio contro la Roma.