La stagione del Palermo è di quelle che difficilmente si dimenticano. Ma non per una cavalcata trionfale, per trofei conquistati o per la bellezza del gioco espresso; no, semplicemente per la moltitudine di cambi in panchina e oltretutto sempre tra gli stessi allenatori.

Prima Iachini, poi Ballardini; poi Schelotto con contorno di Tedesco e Blasi, prima del ritorno di Ballardini e di Iachini, al quale susseguente è stata comunicata una nuova cacciata senza però esser giunti alla parola fine. Se mi chiedete chi sia l’allenatore del Palermo oggi, faccio davvero fatica a darvi una risposta…

Detto questo, mi sorge un dubbio: ma dove può arrivare una squadra del genere? Tutti questi cambi di allenatore sapientemente orchestrati da presidente Maurizio Zamparini non possono di certo giovare alla formazione, che si ritrova costantemente sballottata da un credo tattico all’altro, da un modo di giocare di un allenatore ad un altro che, magari, ha idee anche opposte.

A conti fatti, torniamo indietro al 26 febbraio scorso: durante uno dei tanti consigli della Lega di Serie A i club della massima serie, con 18 voti favorevoli su 20, avevano trovato l’accordo per la spartizione dei Diritti Tv. Contrarie solo Chievo e, guarda caso, Palermo. In sintesi, la Lega Calcio è riuscita a trovare un accordo per la spartizione dei diritti televisivi per la stagione 2015-16, dopo mesi di trattative che sembravano portare ad un binario morto. Un punto di incontro che ha soddisfatto le grandi squadre (Juventus, Milan, Roma, Fiorentina, Inter e Napoli) ma anche il plotone delle più piccole.

La novità più importante è l’aumento del paracadute per le squadre che retrocederanno in Serie B, che passa dagli attuali 30 milioni di euro a 60 che verranno suddivisi in base al numero di stagioni di permanenza nel massimo campionato. A pensar male, pare quasi che Zamparini voglia che il suo Palermo retroceda, per poter incamerare più soldi: le risorse saranno distribuite con un coefficiente più alto per le squadre che si classificheranno tra il primo e il decimo posto in classifica alla fine di questo campionato, mentre il coefficiente sarà minore per le squadre classificate dall’undicesimo al diciassettesimo posto.

Se il Palermo non dovesse riuscire nell’impresa di salvarsi, rischierebbe seriamente di portare a casa ben pochi soldi, visto che raggiungere le prime dieci posizioni in classifica, ad oggi, pare decisamente arduo. Nel corso di un’intervista a Sportitalia Maurizio Zamparini ha cercato di spiegare il perché di tutti questi cambi in panchina, parlando di dissidi interni tra Sorrentino e Ballardini e scaricando anche il ds Gerolin, reo d’aver fatto acquisti non di spessore.

I tifosi, intanto, dopo nove cambi d’allenatore in otto mesi, hanno tuonato: “Retrocediamo, ma finiamola con questa farsa”. Hanno perfettamente ragione. Zamparini sembra ormai solo una macchietta del calcio italiano. Sicuri che ne abbiamo bisogno?