Era lui, Giuseppe Prisco, meglio noto come Peppino. Milanese doc, nato nel capoluogo meneghino il 10 dicembre 1921 e morto, sempre nella sua città, il 12 dicembre 2001. Avvocato, dirigente sportivo, già vicepresidente dell’Inter dal 1963 al 2001 (LEGGI QUI PER INFORMAZIONI). Oggi ricorrono i 12 anni dalla sua morte e noi vogliamo ricordarlo con questo articolo, un po’ tra il malinconico e l’onorevole.

Era originario di Torre Annunziata, provincia di Napoli. Si arruolò negli alpini a 18 anni, partecipando alla campagna di Russia come tenente nel Battaglione “L’Aquila” del 9º Reggimento alpini 143esima Compagnia, inquadrato nella Divisione Julia. Fu uno dei soli tre ufficiali superstiti rientrati da quella campagna paurosa.

Finita la guerra divenne uno dei più noti penalisti, principe del Foro di Milano, per anni presidente dell’Ordine degli Avvocati milanese. Dal 1980 al 1982 consigliere dell’istituto di credito Banco Ambrosiano Veneto. Nel 1963 divenne vicepresidente dell’Inter: vinse sei scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Coppe UEFA, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Dalla tagliente ironia (celebri soprattutto le battute sulla rivale cittadina, il Milan, e sulla Juventus… LEGGI QUI), amò alla follia Ronaldo. Morì per un infarto il 12 dicembre 2001, tre giorni dopo la sua ultima apparizione televisiva.