Era nell’aria, dopo le parole di Federica post Europei di nuoto, a Berlino. Pellegrini e Lucàs si separano ancora, per la seconda volta dopo Shanghai 2011 e dopo il ritorno alla collaborazione in seguito ai Giochi di Londra 2012. In maniera forse meno traumatica, ma la notizia è quello che conta. Il comunicato ufficiale recita così: “Federica Pellegrini e Philippe Lucas annunciano di non aver prolungato il loro rapporto di collaborazione. “Ho incontrato Philippe a Narbonne, accompagnata da Matteo Giunta – dice Federica – e affrontato ogni aspetto tecnico. Dopo un’attenta valutazione delle scelte, abbiamo condiviso la soluzione di non proseguire insieme. Mi dispiace essere arrivata a questa conclusione, perché adoro Philippe come persona e come tecnico, ma la cosa più bella è che siamo sicuri entrambi che il nostro rapporto di amicizia non finirà con questo cambio di percorso, volto alla preparazione focalizzata prettamente sui 200 stile”. “Non abbiamo incontrato alcun problema nell’arrivare a questa soluzione – aggiunge Philippe – perché stimo Federica come atleta e come persona. Se in futuro dovesse avere ancora bisogno di me, la mia porta sarà sempre aperta”. La Pellegrini ha ripreso la preparazione sotto la guida tecnica di Matteo Giunta, che discuterà gli ultimi dettagli contrattuali con il C.C. Aniene”. 

Non siamo sorpresi dalla news e non siamo neppure particolarmente preoccupati, perché la campionessa veneta, lo sospettavamo, ha in mente di gareggiare solo nei 200sl ai Mondiali di Kazan 2015 e ai Giochi di Rio 2016, almeno così parrebbe, e quella gara, beh, lei la conosce a memoria e su quella gara può essere seguita da chiunque o fare comunque da sola. Sinceramente, ci aveva lasciato più l’amaro in bocca la prima separazione dal tecnico francese, quella post Shanghai 2011 (Mondiali chiusi con 2 ori, 200 e 400sl), perché il fidanzamento successivo con Mangini portò al trasferimento di Federica a Roma, con cambio d’allenatore e quant’altro che poi ebbe come conseguenza una non perfetta (pensiamo noi) preparazione verso Londra 2012, per una spedizione chiusa con due quinti posti. Amari. Perché a nostro modesto parere, fosse proseguito, allora, il rapporto con Lucàs, Pellegrini avrebbe al collo altre due medaglie a Cinque Cerchi, oro sui 400sl (dove 4’01”, all’epoca, era in grado di nuotarlo e dove Camille Muffat è sempre stata sconfitta dalla nostra nuotatrice quando più contava) e una medaglia sicura, con colore da decifrare, sui 200sl di una fortissima Schmitt (allora). Ormai però il passato è andato, non si può cambiare.

Oggi la situazione è diversa. Perché Federica fa probabilmente bene a puntare tutte le sue fiches sui 200sl, fresca anche del titolo europeo n.3 conquistato a Berlino, ma su quella distanza, al momento attuale, non è la più forte al mondo, dopo l’oro iridato vinto dall’americana Franklin, certo di un niente proprio su di lei, ai Mondiali di Barcellona 2013. Franklin, Ledecki, le australiane e le nuove cinesi che sicuramente arriveranno, renderanno tutt’altro che facile il tentativo di Federica, possibile, perché no, di tornare sul trono iridato e olimpico della sua gara preferita. Ma non sarà semplice. I tempi sui 200sl sono ormai fermi da due anni, da quel 1’53”70 che valse proprio alla Schmitt l’oro olimpico a Londra, poi nessuna ragazza ha più nuotato abbondantemente sotto l’1’55”, da allora. Ma siamo pronti a scommettere che dal 2015 saranno giusto Ledecki e Franklin a dare una nuova scossa alla distanza e quindi servirà una Federica Pellegrini al super top per tenere il passo. Basteranno gli allenamenti con Giunta e l’obiettivo fissato su una sola gara? Difficile, non impossibile, con la fuoriclasse veneta. Ma lo scopriremo già dalla prossima stagione…