Una rete di Parolo al 4′ di recupero consente al Parma di battere con merito il Milan per 3-2 al termine di un match schizofrenico a dir poco, e di affondare definitivamente le speranze dei rossoneri di disputare un campionato all’altezza del nome che portano. Per l’ennesima volta in questa stagione, infatti, la squadra di Allegri (foto by InfoPhoto) è senza difesa, letteralmente: altri tre gol evitabili concessi agli avversari (fanno 13 in 5 trasferte, vedete voi), distacco già abissale dalle prime tre della classe. E, come se non bastasse, il caso-Balotelli, questa volta puramente tecnico: Mario ha disputato una partita orrenda, è stato sostituito dopo 5′ della ripresa e il Milan, dopo la sua uscita dal campo, ha giocato meglio.

Come detto, la gara è stata sostanzialmente decisa da alcune nefandezze difensive. Le prime due portano la firma di Constant, ottimo contro Dani Alves il martedì e una doglia contro Biabiany la domenica. Il parmense lo ha letteralmente portato a spasso, bucandolo alle spalle a ogni occasione propizia e ispirando le prime due marcature gialloblu, a firma Parolo (10′) e Cassano (45′), al primo gol al Milan da ex, peraltro non molto amato. A dimostrazione che la difesa di Allegri regge quando si schiera bassissima, con la mediana a ridosso; insomma, quando fa catenaccio. Nell’uno contro uno (e, ovviamente, da palla inattiva), sono sempre dolori contro chiunque. E la fase offensiva? Ci si rende pericolosi se gli spazi sono aperti, cioè non questo pomeriggio. Contro una squadra come quella di Donadoni, che fa densità e si difende in 9, non si è visto un tiro in porta.

Dopo 55′ di sterilità totale – anzi, è il Parma a sfiorare a più riprese il terzo gol a inizio ripresa – il tecnico rossonero butta nella mischia Kakà e Matri, al posto di Poli e di un Balotelli indisponente, il cui unico contributo alla causa era stata una goffa simulazione pescata dall’arbitro Valeri (giallo sacrosanto). Improvvisamente, il Milan si sveglia e in 10′ segna due reti (primi squilli per Matri e Silvestre) e sfiora un gol clamoroso con Kakà. Ancora il brasiliano, poco dopo, si divora il 3-2. Il match sembra condannato al pareggio, ma allo scadere, dopo che Constant aveva provato a regalare un altro gol, questa volta a Rosi (bravo Gabriel), è Parolo a beffare il portierino brasiliano da 30 metri su punizione, approfittando dell’errore in barriera di Matri e De Jong. Fa festa il Parma, che aveva giocato splendidamente fino all’uno-due rossonero, cola a picco un Milan triste, indifeso e indifendibile.

P.S. martedì il merito era stato di Papà, immaginiamo che ora sua sia anche la colpa.