Inimitabile Parigi-Roubaix. Non tradisce mai. Senza pioggia, oggi, ma con tutto il solito campionario di cadute, fughe, forature e tanto, tanto pavè. Emozioni fino alla fine per una corsa, vinta dal 38enne australiano Hayman (al 16esimo tentativo!) che insolitamente scoppia ben prima della Foresta di Arenberg, quando Boonen si avvantaggia con un bel gruppetto su su Cancellara e Sagan. Di fatto da quella fuga nascerà l’azione decisiva.

CORSA

Le cadute mettono ko tanti protagonisti, in primis appunto Fabian Cancellara, vincitore tre volte di questa corsa, ma oggi purtroppo impossibilitato a lottare fino in fondo. Al traguardo sarà comunque standing ovation per lui, all’ultima Parigi-Roubaix della carriera. La corsa è animata da cinque gladiatori: Edvald Boasson-Hagen, il leggendario Tom Boonen, Sep Vanmarcke, Ian Stannard e il 38enne della Orica Mathew Hayman, alla fine vincitore. Gli utimi 30km sono leggendari, con i cinque che si danno battaglia fino all’ultimo metro. Sull’ultimo tratto difficile di pavè, lo storico Carrefour de l’Arbre, Vanmarcke, già secondo dietro Cancellara nel 2011, oggi sicuramente il più forte sulle pietre, entra in testa, allunga, guadagna 12” all’uscita e sembra poter mettere le mani sulla corsa. La meriterebbe anche. Sembra. Dietro Boonen prima e Stannard poi ricuciono lo strappo, mentre Hayman (secondo vincitore a imporsi in questa corsa dopo O’Grady), sornione, si stacca, rientra, fa l’elastico, rimane quasi sempre a ruota e spende un po’ meno degli altri. Negli ultimi 5km provano tutti ad andare via, compreso Boonen e anche lo stesso Hayman. Alla fine è volata a cinque nel velodromo, ma Boasson-Hagen, in teoria il più veloce dei cinque, non ne ha più e neanche disputa lo sprint. Hayman, alla 16esima Parigi-Roubaix, a 38 anni esce per primo dall’ultima curva e batte di una ruota Tom Boonen. A sorpresa, indubbiamente. Per pochi centimetri il belga, che in altri tempi sarebbe arrivato da solo o comunque avrebbe dominato la volata e che era al 70% del potenziale, forse anche meno, ha perso la possibilità di conquistare la quinta Roubaix ed entrare definitivamente nella leggenda. Per ora, resta a quota quattro come il connazionale De Vlaeminck. Ma ha onorato una Roubaix 2016 davvero stupenda.