Qualche secondo di ritardo, qualche metro più avanti, e la Parigi-Roubaix, 113esima edizione di una delle cinque grandi classiche del ciclismo mondiale, si sarebbe trasformata in una tragedia, quando un treno TGV, l’alta velocità d’Oltralpe, ha infatti sfiorato il gruppo che stava per transitare sui binari. E’ successo nei pressi di Arenberg, a circa 85 km dal traguardo: i sette ciclisti in fuga hanno oltrepassato senza problemi un passaggio a livello, imitati poco dopo da un’altra trentina di corridori; i quali, tuttavia, hanno pensato bene di ignorare la segnaletica e di attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello che già si stavano abbassando.

Un’infrazione del regolamento che avrebbe dovuto portare alla squalifica (che non c’è stata) e che, soprattutto, ha condotto il resto del gruppo accorrente a un folle tentativo di imitazione. Fortunatamente la gendarmerie francese è riuscita a intervenire con tempestività, fermando (non senza fatica) i ciclisti pochi istanti prima che il TGV sfrecciante sui binari a 300km/h si infrangesse sui corridori, con le conseguenze che si possono ben immaginare.

Dicevamo della squalifica. Il regolamento UCI è chiaro: è vietato attraversare un passaggio a livello con le sbarre abbassate o in movimento. Decine di ciclisti lo hanno violato e avrebbero dovuto essere squalificati e multati. Tuttavia, gli organizzatori hanno scelto una soluzione invero molto italiana: ai ciclisti che avevano passato truffaldinamente i binari del treno è stato chiesto di fermarsi, per aspettare la parte del plotone rimasta bloccata al di là del passaggio a livello.

La gara ha poi visto il trionfo del tedesco John Degelkolb, già vincitore della Milano-Sanremo, bravo a spuntarla nella volata a sei contro campioni quali Wiggins e Sagan. “Questa vittoria è la gioia più grande“, ha commentato Degelkolb. “Oggi c’erano mia moglie e mio figlio a vedermi, non potevo deluderli“. Considerando che il suo ingaggio negli ultimi tempi è salito a 2 milioni di euro all’anno, esclusi i bonus vittoria, moglie e figlio hanno più di un motivo per sorridere.