Con una sparata sull’asfalto a poco più di 6km dalla fine, uscendo da un gruppo di 11 corridori con tutti i favoriti (Boonen, Wiggins, Vanmarcke, Sagan, Degenkolb e Cancellare, l’olandese Niki Terpstra, già terzo un anno fa, della Omega-Pharma Quick Step, outsider di lusso e gran gregario di Boonen, ha conquistato con pieno merito, dopo quasi 5h e 40′ di corsa, la Parigi-Roubaix n.112 della storia, arrivando da solo al Velodromo di Roubaix.

Secondo Degenkolb, terzo Cancellara.

LA CRONACA - La Regina, L’Enfer du Nord, la Parigi Roubaix 2014, terzo Monumento, la Classica più attesa, durissima e leggendaria, perché il pavé o lo ami o lo odi, e vincere al Velodrome è pantheon per pochi. Cinquantun chilometri di lastricato in 28 settori di pietro (sei tratti verranno ripetuti a luglio nella quinta tappa del Tour de France), da Compiegne a Roubaix sono 256 chilometri con primo pavé dopo 97km. a Troisvilles e ultimi trecento metri di Espace Charles Crupelandt a ridosso dell’ingresso nel Velodrome. Proprio come l’anno scorso (con un solo pavé aggiunto nella parte iniziale del percorso) e con gli appuntamenti culto di Arenberg (km.161) e Le Carrefour de L’Arbre del chilometro 240.

David Boucher (FDJ), Kenny Dehaes (Lotto Belisol), Michal Kolar (Tinkoff-Saxo), Tim De Troyer (Wanty Gobert), Benoit Jarrier (Bretagne), Clément Koretzky (Bretagne), Andreas Schillinger (NetApp) e lo statunitense John Murphy della United Healthcare sono gli otto attaccanti di giornata con un vantaggio massimo di 9 minuti nella prima ora di corsa (alla media di 48,6 km/h!). Ai meno cento il Team Sky entra in testa al gruppo nel settore pavé 19 di Haveluy a Wallers, un tratto importante di 2,5 chilometri prima della Foresta di Arenberg, duemila e quattrocento metri di storia del ciclismo con una decina di forature e i primi problemi meccanici per Alexander Kristoff. Il vincitore della Milano-Sanremo si ritira a ottanta chilometri dall’arrivo mentre la caduta di un corridore della Trek nelle prime posizioni spezza il gruppo in due tronconi fermando Cancellara ed è un momento decisivo perché a Hornaing – 3,7 km. di sezione in pavé, la più lunga con Quiévy della Roubaix 2014 – inizia l’attacco di Tom Boonen, prima con i suoi Stybar e Terpstra, poi in solitaria sui sassi di Beuvry-la-Forêt e ancora ad Auchy-lez-Orchies mentre cade Wiggins, fora Pozzato e Peter Sagan rientra in gruppo dopo cinquanta chilometri di risalita per problemi meccanici.  boucher è tra i fuggitivi, fora, tenta di rientrare e proprio sul più bello… Gli si chiude il passaggio a livello davanti! Alla Parigi-Roubaix succede anche questo

A meno sessanta fine fuga per i battistrada del chilometro zero, dieci chilometri più avanti Tom Boonen, Thor Hushovd (BMC) Geraint Thomas (Sky), Bram Tankink (Belkin), Bert De Backer (Giant) e Yannick Martinez della Europcar conservano un centinaio di metri sul gruppo del “tattico” Cancellara. Boonen aggredisce anche il pietro di Mons-en-Pévèle (10) e i secondi di vantaggio diventano 30”, ma nessuno gli dà i cambi e il belga s’infuria nonostante il suo vantaggio aumenti fino a 50 secondi sul lastrico di Mérignies (9) e allora a Pont-Thibaut (8) Cancellara non può più aspettare rispondendo all’attacco di Greg Van Avermaet e Sep Vanmarcke.

Boonen attacca “anche” sull’asfalto che precede Templeuve (7) e ai meno trenta Tornado conserva mezzo minuto di gap su Cancellara e fra loro Peter Sagan con Maarten Wynants della Belkin. Nemmeno i sassi di Cysoing Bourghelles (6) e Camphin-en-Pévèle (5) saranno interlocutori prima dello spettacolo dell’Arbre, anzi, Boonen morde ancora i compagni di fuga e Cancellara sfianca il gruppo mentre cade Van Avermaet e Peter Sagan rilancia a meno venti con uno spettacolare attacco per iniziare il Carrefour de L’Arbre addirittura in solitaria.

Fuori dal Carrefour de L’Arbre che così spesso ha deciso la Regina, rimangono solo i migliori per l’ultima durissima selezione dei sassi: sono Cancellara, Stybar, Vanmarcke, Degenkolb e Peter Sagan contro Boonen, Thomas, De Backer, Wiggins e Niki Terpstra a 15 secondi dal quintetto di testa sul pavé di Gruson (3) e riallineati sugli ultimi sassi di Hem prima della sparata vincente dell’Omega Pharma. Niki Terpstra, il ventinovenne olandese, che il mese scorso aveva già vinto la Dwars door Vlaanderen, attacca da finisseur a 6 chilometri e duecento metri dall’arrivo e si gode la flame rouge del Velodrome: un trionfo in solitaria dal sapore di squadra nella settimana santa delle Fiandre.