A Rio 2016, un altro grande traguardo tutto italiano. Martina Caironi ha conquistato l’oro nei 100 metri T42 bissando il successo di Londra 2012. Al traguardo, l’atleta paralimpica è esplosa in un pianto liberatorio: “Sono lacrime di gioia e di tensione – ha detto -, c’è dentro il peso e le tante aspettative di questi mesi, ma anche un incubo scampato perché stavo per perdere la protesi. Qui è stata davvero dura perché poteva succedere nel momento in cui avrei dovuto solo gioire. Mi spiace non aver fatto il record, lo avevo nelle gambe. Però l’ho portata a casa. E il pianto dopo l’arrivo, per venti minuti, è stato una liberazione di tutto questo peso”.

Alla gioia dell’oro si è aggiunta anche quella di condividere il podio, con Monica Contrafatto che ha conquistato il bronzo: “Avere Monica al terzo posto è stato bellissimo, ha contattato me per la prima volta dopo il suo incidente, so da dove è partita. Nel vederla felice è come se avesse realizzato anche il mio sogno. Condividere la gioia non ha lo stesso valore, ma molto di più”.

“Quando ho visto Martina la prima volta -spiega la Contrafatto- ho detto: voglio mettermi una protesi come lei, correre con lei e vivere una Paralimpiade con lei. Oggi ho fatto tutto. Sono partita da lontano ma ho lavorato molto per arrivare fin qui, questa medaglia la dedico anche a me. E ai miei genitori, il primo messaggio era di mia mamma: sei stata grande e papà si è messo a piangere”.

Una bellissima storia di sport e di amicizia.