Quattro anni fa, alle Paralimpiadi di Londra, conquistò subito l’oro al suo debutto, oggi a Rio, Assunta Legnante, lanciatrice napoletana impovedente, ha bissato il successo nel getto del peso per le categorie non vedenti (F11) e ipovedenti (F12).

Una gioia, quella di Assunta che è esplosa con un urlo liberatorio subito dopo la gara.

Ai giornalisti, poi, l’atleta ha raccontato i suoi ultimi due anni di dolore: “C’erano due anni di dolore dentro ma questo oro lo dovevo a casa, alla mia allenatrice Nadia Checchini e ai miei due bimbi Michael e Nicole, figli del mio compagno, che da febbraio vivono con me. Quando sono partita, mi hanno detto: ‘compraci la medaglia’, ma io non l’ho comprata, l’ho vinta. Questa gara è stata la più dura degli ultimi quattro anni. Dopo che ha lanciato l’uzbeka e ha fatto  14,87 al primo tentativo, mi sono detta che mi dovevo impegnare seriamente nonostante i dolori alla schiena e alle gambe. E’ dai Mondiali di Doha che non lanciavo ma, come dice mio padre Luigi, la fame di vittoria e conoscenza aiuta sempre”.

Questo è il primo oro dell’atletica italiana alle paralimpiadi di Rio: “È il primo oro per noi, dovevo dare il buon esempio, da capitana”.