Erano oltre 200 i rappresentanti delle nazionali di Italia e Argentina accolti questa mattina da Papa Francesco (foto by InfoPhoto) nella Sala Clementina, alla vigilia dell’amichevole a lui dedicata. Grande emozione tra i giocatori e i  membri dello staff, primo fra tutti Cesare Prandelli: travolto dal momento, il commissario tecnico si è dimenticato di invitare Sua Santità allo stadio per il match in suo onore. Anche il capitano azzurro Buffon non è certo rimasto indifferente, a giudicare dalla sviolinata in conferenza stampa:

È una giornata speciale perché questo è un Papa speciale. Con un Papa così, che ci indica la via, è più facile diventare persone migliori e fare cose che ci rendano orgogliosi. Lui sa scaldare i cuori dei fedeli e anche di chi si era allontanato in precedenza

Con tanti saluti a Ratzinger e a chi l’aveva mandato. Scherzi a parte, Jorge Bergoglio non è un uomo banale e nella predica ai calciatori non si è limitato alle consuete raccomandazioni sul fair play, sull’esempio per i giovani e blablabla, ma ha toccato argomenti decisamente più sottili, come quello del “dilettantismo interiore”:

Nel gioco si trovano tre componenti come la bellezza, la gratuità e il cameratismo. Se uno di questi manca, la partita perde forza, anche se la vostra squadra vince. Non c’è posto per l’individualismo, tutto dev’essere uno sforzo coordinato per il bene della squadra. E questi tre valori si trovano riassunti in un termine sportivo che non si deve mai abbandonare: dilettante. Uno sportivo, anche se è professionista, fa il bene della società e costruisce il bene comune quando coltiva la sua dimensione di dilettante

Niente male davvero. Il Papa è stato omaggiato di due preziose reliquie: una maglia personalizzata della nazionale recante la scritta “Papa Francesco” e un pallone firmato da tutti i calciatori. Peccato che all’amichevole di domani mancheranno sia Baldassarre che il Messia, al secolo Balotelli e Leo Messi, entrambi infortunati e già di ritorno verso Milano e Barcellona.