Finisce dopo sei mesi l’avventura di Paolo Di Canio (foto by InfoPhoto) sulla panchina del Sunderland. L’ex attaccante di Lazio, Juventus, Milan e West Ham è stato infatti sollevato dall’incarico dopo il pesante 3-0 incassato dal WBA, quarta sconfitta su cinque gare di un campionato in cui i Black Cats navigano malinconicamente in ultima posizione. Fatale, al tecnico romano, non solo il pessimo andamento in Premier League, ma anche il rapporto difficile con la tifoseria, che ieri l’ha contestato duramente, e qualche dichiarazione improvvida, secondo il suo stile.

Tanto per dire, nella conferenza stampa che aveva preceduto il match contro il WBA, Di Canio aveva paragonato se stesso a Mourinho: per quanto la sua intenzione, probabilmente, non fosse quella di confrontare le rispettive carriere, si è trattato comunque di un’idea infelice. Come quando si era presentato ai giornalisti come “The Unique One”. Troppa roba anche per la stampa inglese, che pure ama gli uomini di personalità e spirito. Perlomeno sarà felice David Miliband, che aveva accolto con orrore il suo ingaggio da parte del club di cui era vicepresidente. Ora al posto di Di Canio arriverà probabilmente un altro italiano ed ex laziale, Roberto Di Matteo, quello che due stagioni fa ha portato il Chelsea sul tetto d’Europa. Non come Mourinho, insomma.