L’inchiesta cosiddetta Panama papers, nata da una gola profonda che ha fatto trapelare milioni di pagine di dati, analizzati negli ultimi anni dal network giornalistico International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), fa tremare anche il mondo del calcio.

Diversi i protagonisti del mondo del pallone che avrebbero dirottato parte dei loro guadagni presso paradisi fiscali, grazie a società di comodo create tramite lo studio panamense Mossack Fonseca.

Tra questi Lionel Messi. L’asso argentino del Barcellona, finito già in un altro scandalo finanziario per il quale è stata chiesta una condanna a 22 mesi di reclusione, nel 2013 avrebbe creato una società tramite lo studio Fonseca, la Mega Star Enterprises Inc.

La Süddeutsche Zeitung ha raccontato che il 13 giugno 2013, Messi e papà Horacio fondarono una società panamense tramite un ufficio uruguaiano. “Tramite questa società”, spiega la Süddeutsche Zeitung “Messi avrebbe continuato ad usufruire dei diritti d’immagine bypassando il sistema tributario”.

Ma ci sarebbero altri nomi di spicco finiti nei Panama papers. Tra questi quelli di Michel Platini e di Gabriel Heinze, così come coelli i Ivan Zamarono e di proprietari, o ex proprietari, di club. Fra questi quelli di Inter e Boca Juniors.

Ad usufruire dei servizi dello studio Fonseca sarebbero stati anche Jarno Trulli, Nick Faldo (golfista), Luca Cordero di Montezemolo, Eugenio Figueredo (ex vicepresidente Fifa) e suo figlio Hugo, nonché un membro del comitato etico Fifa, l’uruguaiano Juan Pedro Damiani.