Fa quasi tenerezza, Andrea Pirlo (foto by InfoPhoto), solo rappresentante azzurro nella lista dei 23 candidati al Pallone d’Oro FIFA 2013. Come in un film di fantascienza post-apocalittica, il regista bresciano è rimasto l’unico superstite di una razza in via di estinzione, quella dei campioni italiani. Il suo amico Buffon, ben lontano dai giorni di gloria, non ha passato la seconda selezione, e Mario Balotelli, teoricamente il miglior prodotto della scuola calcistica azzurra degli ultimi anni, è rimasto finora solo una suggestiva ipotesi. Almeno dal punto di vista del talento individuale, ecco tutto ciò che resta del nostro movimento: un vecchio fenomeno che il suo meglio l’ha dato da tempo e che ora va per i 35.

A dirla tutta, non è che il Pallone d’Oro ci abbia mai mostrato enorme amicizia, men che meno dopo la sua incarnazione come premio griffato FIFA. Nel 2010, l’Italia vantò ben zero rappresentanti nella lista dei 23: comprensibile, dopo il tremendo mondiale sudafricano. Ci salvarono in parte i triplettisti stranieri dell’Inter, che mandarono ben quattro giocatori nei primi 23 (Sneijder, Eto’o, Maicon e Julio Cesar). Andò perfino peggio l’anno successivo: zero italiani e solo tre interisti in finale, ovvero Forlan, Eto’o e Sneijder. Qualche segnale di ripresa nel 2012, con l’Italia di Prandelli seconda agli Europei e il ritorno in grande stile della Juventus: Andrea Pirlo finì settimo, Buffon sedicesimo, Balotelli ventitreesimo e Zlatan Ibrahimovic, che aveva passato i primi sei mesi dell’anno al Milan, si piazzò al decimo posto. Quest’anno, come abbiamo visto, nuovo passo indietro. E, considerata l’età dei due campioni juventini e il fragile equilibrio di Balotelli, c’è da temere che le cose non andranno a migliorare nemmeno in futuro.

Per la cronaca, le ultime stagioni di gloria per il calcio italiano, sia come vivaio che come campionato, furono il 2006 (con due azzurri, Cannavaro e Buffon, ai primi due posti, Pirlo nono, Gattuso quattordicesimo, Toni e Zambrotta ventesimi), e il 2007 (l’ultimo Pallone d’Oro targato Serie A, Ricardo Kakà, con Pirlo e Totti nei primi dieci, Inzaghi, Maldini, Gattuso e Buffon nei primi venti). Tanto tempo fa.