Tra qualche ora, alla Congress House di Zurigo, si conoscerà il nome del vincitore del Pallone d’Oro 2014: uno tra Cristiano Ronaldo, Manuel Neuer e Leo Messi verrà celebrato come il miglior giocatore al mondo nell’anno solare 2014, per gli altri due, e per gli osservatori in generale, non resteranno altro che varie recriminazioni su quali siano i reali criteri d’assegnazione. Ce la farà, il fenomeno tedesco, a spezzare la diarchia Messi-Ronaldo che perdura ormai dal 2008, con due vittorie del portoghese nel 2008 e nel 2013 e in mezzo quattro trionfi consecutivi della Pulce Mannara? Difficile a dirsi, difficile soprattutto a farsi. E’ raro, infatti, che un difensore riesca a prevalere sui colleghi che i gol li fanno, figuriamoci un portiere: solo Lev Yashin, agli albori del Pallone d’Oro (1963), riuscì nell’impresa.

Certo, Neuer ha dalla sua un Mondiale vinto da protagonista, cosa non esattamente da poco e che sarebbe probabilmente bastata a garantirgli il successo finale, come accadde, tanto per fare l’esempio più facile, a Fabio Cannavaro nel 2006. Il guaio è che da allora il Pallone d’Oro si è fuso con il FIFA World Player, mantenendo nome e prestigio, ma acquisendo le discriminanti di scelta non esattamente cristalline del defunto premio. Come si è poi visto nel 2010, quando fu premiato Messi in luogo di Iniesta e Sneijder (il primo fantastico e vincente al Mondiale sudafricano, il secondo solo fantastico, e vincente in Champions League), la Coppa del Mondo non è più un elemento decisivo.

Ecco perché, secondo tutti gli osservatori, il grande favorito è Cristiano Ronaldo, dall’alto della sua stagione-monstre da 61 reti e una Champions League stravinta grazie anche ai suoi 17 gol (record assoluto). Per CR7 sarebbe il terzo Pallone d’Oro, il secondo consecutivo, il che lo proietterebbe nel club dei grandi d’Europa di ogni epoca, in compagnia di gente come Johann Cruijff, Michel Platini e Marco Van Basten. E Leo Messi, of course, già quasi sicuro di dover aspettare almeno altri 12 mesi per provare l’assalto al suo quinto Pallone d’Oro, nonostante i record non siano mancati nemmeno quest’anno.