Meno male che Conte c’è. Il nostro calcio finisce per l’ennesima volta mortificato nella lista finale dei candidati al Pallone d’Oro FIFA 2013, ma fortunatamente ci pensa il tecnico bianconero a tenere alto l’onore della nostra Serie A, conquistando un posticino tra i dieci finalisti per il FIFA World Coach of the Year, il premio riservato al miglior allenatore dell’anno solare. C’è anche Carlo Ancelotti nella rosa dei dieci, benché il tecnico di Reggiolo sia ormai da diversi anni lontano dal nostro campionato e i suoi inizi al Real Madrid non siano stati esattamente esaltanti, e Rafa Benitez, che dopo il trionfo in Europa League col Chelsea si è seduto sulla panchina del Napoli. Di seguito la lista:

Carlo Ancelotti (Ita, Psg/Real Madrid), Rafael Benitez (Spa, Chelsea/Napoli), Vicente del Bosque (Spa, Spagna), Antonio Conte (Ita, Juventus), Alex Ferguson (Sco, Manchester United), Jupp Heynckes (Ger, Bayern Monaco), Jurgen Klopp (Ger, Borussia Dortmund), Jose’ Mourinho (Por, Real Madrid/Chelsea), Luiz Felipe Scolari (Bra, Brasile) ed Arsene Wenger (Fra, Arsenal)

A differenza delle altre stagioni, manca un favorito assoluto. Il detentore, Vicente Del Bosque, non potrà bissare il successo, visto che negli anni dispari è praticamente impossibile che vinca il commissario tecnico di una nazionale. I due tecnici di riferimento degli ultimi anni, Guardiola e Mourinho, stavolta non hanno le carte giuste: il primo è tornato ad allenare solo da tre mesi e non è stato inserito, il secondo ha chiuso l’esperienza madrilena senza vincere nulla nell’ultima stagione. Le nomination di Conte, Ancelotti, Benitez e Scolari sono doverose, ma dubitiamo che qui in mezzo si trovi il prossimo vincitore.

E allora, i probabili tre finalisti, a nostro parere, sono i tedeschi Jupp Heynckes (foto by InfoPhoto), stratega dello splendido Bayern Monaco, e Jurgen Klopp, demiurgo della squadra che gioca forse il miglior calcio d’Europa. E poi c’è quell’Alex Ferguson che, nell’anno della sua uscita di scena, meriterebbe di presenziare almeno sul podio.

Una domanda: ma Diego Simeone non meritava un posto tra i primi dieci d’Europa?