Non esiste giocatore che non sogni di far suo il Pallone d’Oro, ma soddisfazione ancor più grande è quando il riconoscimento arriva a coronamento di un’eccezionale carriera. I vincitori più anziani.

ALFREDO DI STEFANO

Terzo Alfredo Di Stefano. Entrato nella seconda squadra del River Plate, trascorre un’esperienza nei Millionarios di Bogotà e passa poi al Real Madrid. Dura undici anni il sodalizio con le “Merengues”, dove inanella 5 vittorie consecutive in Coppa dei Campioni, un record mai battuto. Insignito del Ballon d’Or nel 1957, riconquista l’ambito premio due anni dopo, superando a 33 anni e 6 mesi il francese Raymond Kopa. L’ennesimo goal in finale ai danni dello Stade Reims (sfida terminata 2-0) convince i giurati, che prestano il doveroso tributo a uno dei migliori talenti nella storia del calcio.

LEV YASHIN

Un gigante, come dimensioni e talento, il sovietico Lev Yashin, tuttora unico portiere omaggiato, a 34 anni e 2 mesi, col Pallone d’Oro. Il 1963 è l’anno della sua consacrazione: in campionato incassa solo 6 reti e garantisce la qualificazione agli Europei del ’64 in Spagna. Il destino oppone l’Italia. A Mosca i russi passano per 2 a 0, mentre il ritorno si disputa a Roma. In vantaggio i russi, Sandro Mazzola può pareggiare su calcio di rigore, parato però dal “Ragno nero”. A corollario di una stagione strepitosa la convocazione per il “Resto del Mondo” nella partita celebrativa del centenario della Football Association.

STANLEY MATTHEWS

Stanley Matthews ha 41 anni e 11 mesi durante la sua celebrazione come miglior giocatore del 1956. Due i club in cui milita: Stoke City e Blackpool. L’unico trofeo nel 1953 coi Tangerines, la FA Cup. Tale la sua abilità nei dribbling che riscuote successo al di fuori dell’Inghilterra e la leggenda vuole migliaia di spettatori pronti ad accorrere nei match in trasferta solo per vederlo in azione.