La storia del “Diavolo” recita grandi nomi. Focalizziamoci sui giocatori del Milan premiati col Pallone d’Oro

DA RIVERA A GULLIT

Meglio Gigi Riva o Gianni Rivera? Divisa l’Italia in due schieramenti, France Football prende una posizione nel 1969 attribuendo il premio al “Golden Boy”, trionfale in Coppa dei Campioni e Intercontinentale. “Credo che sia un la dimostrazione di quanto il calcio italiano sia ai massimi livelli”, le sue parole. Dall’Italia al Milan degli olandesi. Ruud Gullit approda nel 1987 dal PSV, dov’è due volte campione nazionale, e a dicembre viene nominato miglior calciatore europeo. Famose le sue treccine rasta, sono infermabili le sue progressioni palla al piede.

LA TRILOGIA DI MARCO VAN BASTEN

1988, 1989, 1992: è il triennio di Marco van Basten. Erede di Johan Cruijff all’Ajax, ha classe da vendere. Ai box per lunghi mesi a causa di acciacchi fisici, durante gli Europei ruba la scena fino al capolavoro in finale contro l’Unione Sovietica, per il trionfo continentale. Immediato il bis grazie alle sue prestazioni in Coppa dei Campioni. Un cammino travolgente che ha come epilogo la doppietta al cospetto dello Steaua Bucarest. Nel 1992 fa parte degli invincibili di Fabio Capello: in campionato va a segno ben 25 volte su 31 incontri, aggiudicandosi la classifica cannonieri.

WEAH E SHEVA

Nato in Liberia, George Weah passa dal PSG al Milan nel 1995, anno che segna la sua definitiva consacrazione con la vittoria del Pallone d’Oro. Quasi animalesco l’istinto nel conquistarsi lo spazio in un calcio sempre più schematizzato, entra nel mito il coast to coast per tutto il campo in Milan-Verona. Il 13 dicembre 2004 finisce alla ribalta Andriy Shevchenko. A lui il Ballon d’Or, merito di una stagione stratosferica dove viene incoronato capocannoniere con 24 reti in 32 partite di campionato, portando il Milan a uno Scudetto che mancava da quattro anni. Proveniente dalla Dinamo Kiev, vanta un repertorio completo, fatto di forza fisica, scatto bruciante e tiro imparabile.

KAKÀ

Il 2007 consacra Kakà tra gli immortali. La sgroppata che decide i supplementari contro il Celtic agli ottavi costituisce solo l’inizio. Poi la doppietta nella tana del Manchester United di Cristiano Ronaldo. E il trionfale 3-0 al ritorno, aperto sempre dalla sua firma, spalanca le porte della finale al cospetto del Liverpool. Cambia l’epilogo rispetto a quello di Istanbul, con Kakà autore dell’assist a Inzaghi per il goal del 2-0 che piega le gambe agli inglesi. Magie che stregano pure i giurati di France Football.