Due affermazioni di prestigio per l’Inter nella storia del Pallone d’Oro.

LOTHAR MATTHAUS

Essere il perno della Nazionale campione del mondo fa entrare quasi sempre nelle grazie dei giurati di France Football. Italia 90 ne è la dimostrazione con Lothar Matthaus, trionfante insieme alla sua Germania. Simbolo del calcio tedesco, il suo è un contributo di goal e di personalità. Dove c’è da lottare lui risponde presente, trascinatore dei compagni innanzitutto con l’esempio delle sue prestazioni. Nel frattempo il quadriennio all’Inter. Un’avventura avviata come meglio non si potrebbe con la conquista di uno Scudetto passato alla storia come il campionato dei record, talmente tanti sono i primati frantumati nel corso della stagione. In panchina Giovanni Trapattoni, un maestro che Matthaus ritroverà successivamente nel ritorno al Bayern Monaco. Più portato ad attaccare, è in Italia che mostra il meglio del proprio repertorio.

RONALDO

Sono bastati 21 anni e 3 mesi a Ronaldo per sollevare al cielo il Pallone d’Oro. 34 centri in 37 partite, trascorre un 1997 straordinario con la maglia del Barcellona. Media di quasi una rete a partita che il Fenomeno manterrà durante gran parte della sua carriera. Nel corso dell’estate si trasferisce alla “Beneamata” su volere di Massimo Moratti, che versa al club catalano l’intera clausola di rescissione di 48 miliardi di lire presente nel contratto del calciatore più un ulteriore indennizzo di 1,8 milioni di dollari (circa 3 miliardi di lire) imposto dalla FIFA. Accolto con grande entusiasmo dai tifosi, nonostante le arcigne difese avversarie mostra una lucidità sottoporta formidabile. Concretezza abbinata alla peculiarità brasiliana di regalare divertimento in campo. La velocità supersonica rende pressoché impossibile alle retroguardie contenerlo e il tiro potentissimo non conosce confronto con gli altri campioni dell’epoca. Bersagliato da innumerevoli infortuni, tra le fila nerazzurre contribuisce al successo in Coppa UEFA e sfiora più volte lo Scudetto.