Le regole sono fatte per essere infrante. Potremmo dirlo anche nel caso del Pallone d’Oro, attribuito, in versione speciale, a Pelé e Maradona, re incontrastati del calcio mondiale.

ESCLUSIVA EUROPEA

Il riconoscimento viene istituito nel 1956 dalla rivista France Football allo scopo di premiare, stagione dopo stagione, il calciatore di nazionalità europea maggiormente distintosi. Proprio per questa “restrizione continentale” i due sudamericani non sono riusciti a vincerlo, un sacrilegio secondo i fan più accaniti dei due indimenticabili fuoriclasse.

L’ASCESA NELL’OLIMPO

Primo ad aggiungerlo al suo palmares Maradona nel 1995, che lo dedica all’intera Argentina che ancora ne ricorda le gesta di Messico ’86. Trionfo mondiale frutto di una congiunzione astrale, forse irripetibile. Momenti di pathos da togliere il fiato come, e soprattutto, la doppietta all’Inghilterra, prima con la Mano de Dios e quindi con il goal del secolo. Tre le Coppe del Mondo conquistate invece da Pelé, col speciale riconoscimento assegnato solo nel 2013. “Adesso la mia bacheca è piena, prima invidiavo gli europei perché io non potevo vincere questo premio”, le parole di ‘O’ Rei’, scoppiato in lacrime per la commozione durante la cerimonia.

RIADATTAMENTO STORICO

In occasione del 60° anniversario France Football decide di rimediare al torto riassegnando virtualmente il premio in tutte le sue edizioni secondo i criteri in vigore oggi, prima della unificazione con il FIFA World Player of the Year che ha dato vita al Pallone d’Oro FIFA. Scopriamo così che Pelé se lo sarebbe portato a casa in ben sette occasioni: quattro consecutive, fra il 1958 e il 1961, e poi altre tre di seguito, tra il 1968 e il 1970. E anche Diego Armando Maradona avrebbe avuto il suo: due trofei, nel 1986 e nel 1990, sarebbero toccati a lui. Gli altri “penalizzati” sono Garrincha (che avrebbe vinto nel 1962), Kempes (1978) e Romario (1994).