Sport altamente spettacolare e dove la determinazione può condurre a sfide infinite, la pallavolo conta su appassionati di entrambi i sessi.

IL REGOLAMENTO - Presente alle Olimpiadi estive dal 1964, la diffusione in Italia e altri Paesi ha raggiunto livelli inattesi. Le due squadre che si affrontano, formabili ciascuna con 13 giocatori, possono schierarne solamente sei e ciascuno, in zona di difesa, è rimpiazzabile dal “libero” laddove non sia il suo turno di servire. Ben definite pure le misure del rettangolo di gioco, pari a 18 x 9 metri, diviso da una rete in due quadranti di 9 x 9 m che separano le formazioni. Ogni gara viene ripartita in set, aggiudicati da coloro che arrivano per primi a 25 punti, purché ve ne siano almeno due di distacco, altrimenti prosegue ad oltranza finché non si crea tale gap. Il successo arride a chi vince tre set e nel caso lo score reciti 2-2 giunge il tie-break, ultima fase in cui bisogna arrivare al 15° punto purché anche in questo ve ne siano almeno due di differenza. Qualche modifica avviene nelle discipline derivanti come il beach volley, praticato soprattutto in estate.

LE VARIAZIONI - Le rappresentative maschili e femminili incontrano sostanzialmente una discrepanza in termini di norme, ovvero l’altezza della rete. Mentre quella dei primi arriva a 2,43 metri, la seconda giunge fino a 2,24 m. Stabilita in base alla categoria e al comitato d’appartenenza quella impiegata nei campionati giovanili. La misurazione va compiuta lungo parte centrale e in corrispondenza delle due linee laterali. L’estensione, compresa nel range 9,50-10 metri in lunghezza e un metro in altezza, ha infine due bande bianche verticali, larghe 5 centimetri e alte 1 metro. Tecnicamente invece i ragazzi fanno affidamento sulla fisicità, al contrario le fanciulle pensano maggiormente alla tecnica e sono solitamente rapidissime in ricezione.