A quattro giorni dall’importantissimo match di Baku (Azerbaijan), gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League femminile, in cui la Unendo Yamamay Busto Arsizio, squadra campione d’Italia in carica e unica rappresentante tricolore rimasta in corsa, cercherà di conquistare l’accesso alla sua prima storica Final Four, dopo aver vinto 3-2 la gara d’andata, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la palleggiatrice attualmente titolare delle biancorosse, la pugliese Valeria Caracuta (nella foto Bruno Bordin). In teoria, prima e unica alternativa a Carli Lloyd, ma di fatto, vista la lunga indisponibilità dell’americana, titolare a tutti gli effetti.

Valeria, per ora Busto è in corsa per ogni traguardo. A metà stagione, come le sembra questa Futura rispetto a quella vincitutto di un anno fa?

“Come dici tu siamo in corsa su tutto e io sono convinta che la squadra di quest’anno, a parte qualche problema di assestamento iniziale, date le diverse novità in rosa, sia molto completa, in grado di affrontare ogni competizione nel migliore dei modi e puntare ad andare in fondo in tutto. Soprattutto, esattamente come lo scorso anno, siamo riuscite a creare un gran gruppo e questo é importante, anzi, forse fondamentale come si è rivelato nella stagione 2011-2012″.

Grandi responsabilità per lei: è stata praticamente sempre titolare, hai vinto da titolare una Supercoppa. Quanta pressione c’è nel guidare in regìa la squadra più forte d’Italia?

C’è una grande pressione, sicuramente, soprattutto tanta responsabilità, ma sono anche responsabilità e pressioni che danno la carica e mi permettono di crescere partita dopo partita. Sto vivendo un’andata speciale e unica, credo, spero di dare sempre il mio contributo per cercare di portare tanti buoni risultati. So bene che il mio é un ruolo fondamentale e delicato, al momento posso dirmi entusiasta e onorata di guidare una grande squadra come la Yamamay in questo periodo importantissimo della stagione”. 

Voi giocatrici di Busto come avete preso i “casi” di Modena e Crema? Ne parlate tra di voi o con le colleghe di queste due squadre?

“La situazione di Crema e Modena sicuramente sta facendo parlare molto il mondo della pallavolo e riflettere un po’ tutti sulla condizione in cui i pallavolisti affrontano il proprio “lavoro” da anni. Tra di noi ne parliamo, ci riteniamo molto fortunate di essere qui a Busto, nella società migliore d’Italia al momento attuale. Ma allo stesso tempo siamo un po’ preoccupate per il nostro futuro lontano da qui (eventualmente). Speriamo che le cose piano piano migliorino e che si raggiunga una migliore stabilità sotto ogni aspetto”.

Quarti di finale di Champions contro l’Azzerail Baku, l’andata è finita 3-2 per voi, mercoledì 13 febbraio si gioca il ritorno. Le azere sono più forti, sulla carta?

“Sono una squadra molto forte, indubbiamente, con individualità importanti. La gara d’andata ha però dimostrato che non sono imbattibili. Sarà una battaglia, ma se scendiamo sul Taraflex unite e senza paura, il nostro gioco non é inferiore a quello di nessun’altra squadra. Siamo molto contente della vittoria di martedì, sofferta, ma importante, perché ci é servita a prendere fiducia ancor di più nei nostri mezzi e ci permette di affrontare la gara di ritorno li con una maggiore carica”. 


Ammesso che ancora manchi qualcosa alla Yama, cosa manca? Continuità? Concentrazione che a volte va e viene nel corso di una partita? Killer instinct?

“Quello che manca alla Yama penso sia solo una maggiore convinzione e una maggiore continuità. Nei momenti di difficoltà a volte ci perdiamo e facciamo un po’ fatica a uscirne. Qualche calo di tensione di troppo ancora ci gioca brutti scherzi! Ma stiamo crescendo anche in questo e lavoriamo molto per migliorare sempre di più per aggiungere quel qualcosa che ogni tanto viene a mancare”.