Il primo gol di Cerci in rossonero e una progressione fenomenale di Jeremy Menez consentono al Milan di espugnare 2-1 il Barbera di Palermo, facendogli così riassaporare il sapore di una vittoria in trasferta che mancava da cinque e mesi e mezzo, dal 3-1 a Verona. Non servirà a molto, visto che la distanza dal primo posto utile per la qualificazione alle coppe rimane consistente (5 o 6 punti, a seconda dal risultato della Fiorentina di questa sera), ma perlomeno permetterà alla squadra di Inzaghi di far leva su un qualche remoto stimolo per concludere dignitosamente una stagione che di dignitoso finora ha avuto poco.

Ancora una volta, a risolvere il match è stato Menez, che sarà anche urticante per larghi tratti, ma è al tempo stesso l’unico a disposizione di Inzaghi ad avere le stimmate del giocatore di categoria superiore. Certo, il gol-partita è stato favorito dai difensori del Palermo, per l’occasione piantati a terra come tante sagome cartonate, ma la galoppata da purosangue con cui il francese ha bruciato 50 metri di campo, per poi fulminare Sorrentino in uscita con un tiro a incrociare sul palo lontano, è comunque da stropicciarsi gli occhi. Un premio tutto sommato meritato, per i rossoneri, che soprattutto nella ripresa avevano gestito meglio una gara comunque dai ritmi balneari, nonostante l’immancabile rimonta subita (rigore chirurgico di Dybala dopo fallo ingenuo di Paletta su Belotti, 26’).

Ad aprire le danze era stato, ohibò, Alessio Cerci. Scelto più per l’infortunio di Honda che per convinzione del tecnico, l’ex Atletico Madrid ha giocato la sua solita gara, fatta di qualche spunto in campo aperto e di un’infinità di pessime idee, dribbling vacui e palloni persi, con la differenza che stavolta è finalmente riuscito a firmare la sua prima rete da milanista, al termine di un primo tempo mal giocato da tutta la squadra. “Firmare” è forse una parola grossa: diciamo che ha apposto una X sul suo primo gol da milanista. “Gol” è forse una parola grossa: diciamo che è stato bravo a ruzzolare addosso a Sorrentino, su cross dalla destra di Van Ginkel, e a convincere le leggi della fisica a dargli una mano nel far rotolare in porta quel pallone, colpito con non si sa quale parte del corpo (ginocchio? mano? inguine?).

Iachini ha protestato molto contro la direzione del signor Doveri. In realtà, l’unico errore apparente dell’arbitro è stato quello di annullare un gol regolare a Destro sul risultato di 1-0 per il Milan. Per il resto, giusta la decisione di non convalidare la rete di Barreto (offside di Rigoni), giusto non assegnare un rigore ai rosanero (presunto fallo di Antonelli) e giusto, ovviamente, fischiare quello su Belotti. Con ogni probabilità, questo non basterà a risparmiarci gli strali zampariniani.