Il Milan del derby non doveva essere l’eccezione, e anche se è presto per dire che è diventato regola, la prestazione di Palermo fa ben sperare. A tre giorni dalla scorpacciata contro i nerazzurri, il Diavolo vince in scioltezza anche al Barbera e, cosa più importante, vince come generalmente vincono le grandi squadre nelle tappe intermedie: chiudendo la partita nei primi 30’ e gestendo senza patemi fino allo scadere. Di Bacca e Niang le reti a firma del successo rossonero, e anche questa sta diventando una piacevole abitudine. La posizione in classifica è sempre quella, la sesta, ma la fiducia è maggiore di ieri.

Palermo-Milan, la partita

Anche al Barbera la squadra di Mihajlovic ha planato sull’onda lunga del derby come un surfista californiano, seguendo le medesime traiettorie fortunate di domenica sera: il piede ispirato di Honda, le sgroppate caotiche di Niang, la lucidità di Bonaventura e Montolivo, la furia di Kucka e la rapacità di Carlos Bacca. È il giapponese a mettere per primo i brividi a Sorrentino, con una parabola geniale dalla bandierina che il capitano rosanero toglie dalla rete con un gran riflesso e con un altro spiovente velenoso dalla destra che per poco non si spegne sul palo opposto. Poi è il turno di Bacca, servito da un maldestro disimpegno di Chochev: il colombiano si beve Goldaniga e Gonzalez in dribbling, ma poi spara addosso a Sorrentino in uscita. Stavolta non ha segnato al primo tiro in porta, il numero 70, ma al secondo non sbaglia: cross radente di Abate dalla destra, velo di Niang e zampata vincente del capocannoniere rossonero, al 12esimo centro in campionato. Per una volta il Milan non è solo concreto, domina e gioca persino bene, favorito certamente dall’atteggiamento remissivo del Palermo. E poco dopo la mezzora arriva l’inevitabile raddoppio: follia di Goldaniga, che interviene goffamente con un braccio su un pallone altrimenti innocuo, regalando un rigore solare ai Diavolo. Sul dischetto si presenta Niang, non prima di un animato dibattito interno con il tiratore designato (Bacca): il francese mette tutti d’accordo realizzando con un tiro secco alla sinistra del portiere.

È il 33’ e il match, in un certo senso, ha già detto tutto quello che doveva dire. Vero, nella ripresa la coppia Tedesco-Schelotto prova a rimescolare un po’ la brodaglia, inserendo Trajkovski e proponendo un Palermo decisamente più offensivo rispetto alla desolante prima frazione di gioco: ciononostante, a parte una conclusione di poco alta del neo entrato (19’), Donnarumma non corre praticamente alcun pericolo anche nella ripresa. Il Milan, da parte sua, per una decina di minuti prova ad arrotondare ulteriormente il punteggio con un paio di imperiose penetrazioni di Kucka neutralizzate dall’imprecisione nell’ultimo passaggio di Bacca (6’) e dalle manone di Sorrentino (9’); per poi dedicarsi sostanzialmente alla gestione del ritmo del match, anche perché l’uscita di Montolivo (lieve malessere per il capitano rossonero) e l’ingresso di Bertolacci portano la squadra di Mihajlovic ad abbassare il baricentro. Nemmeno Balotelli resuscita in un senso o nell’altro un match già pronto per l’inumazione dopo una mezzora abbondante: vince il Milan, ed è la terza volta in quattro partite del girone di ritorno. La continuità tanto invocata inizia a prendere forma; domenica pomeriggio, contro l’Udinese a San Siro, una ghiotta opportunità di farla diventare regola e non più eccezione.