Quella maturata al Barbera nel primo anticipo della 27a giornata è una vittoria da parte della Juventus assai più importante dei numeri e di una classifica che si è dipinta di bianconero già da diverso tempo. Si tratta infatti di uno strapotere psicologico da parte di una squadra impegnata su più fronti che è chiamata a una fatica mentale sovrumana nel mantenere la concentrazione in tutti gli appuntamenti con le avversarie delle diverse competizioni in uno spazio temporale ristrettissimo. La presenza dei campioni poi è quella che in definitiva fa sempre la differenza. Se non c’è Pogba (squalificato per una giornata), ci pensa Morata a inventarsi la magia vincente per avere ragione di un Palermo tenace e tutt’altro che arrendevole. D’altronde la Juve è statisticamente la squadra che riesce ad espugnare il Barbera dopo ben 10 giornate casalinghe dei rosanero.

Juve testa e muscoli. Psicologia, certo, ma anche fisico e nonostante le defezioni e gli infortuni è una Juventus che, dall’inizio della stagione, sta rispondendo sempre “presente” alla domanda sulla condizione atletica dei suoi uomini. Segno inequivocabile del fatto che fino a questo momento i preparatori atletici del club stiano lavorando davvero bene, e Allegri stia effettuando con invidiabile intelligenza la rotazione dei turni. Con un Palermo robusto che torna al 3-5-2 dopo gli scarsi esiti del 4-3-2-1 ci vuole uno schieramento che esiga muscolarità, e allora ecco pronto all’esordio l’ex genoano Sturaro, tutto corsa e quadricipiti calatosi anche con esagerato zelo nel ruolo d’interdittore, e per le giocate tecniche ci sarà tempo. La tattica di Allegri è tanto semplice quanto efficace: imbrigliare la manovra degli avversari a centrocampo, bloccarla grazie al meccanismo a orologeria di una difesa che con il ritorno del trio delle meraviglie Barzagli-Bonucci-Chiellini è un’autentica cortina di ferro, e ripartire affidandosi alla fatale rapidità di Tevez e di un centometrista come Morata.

Bombe argentine disinnescate. Iachini è totalmente esente da colpe contro una Juventus che nonostante le assenze di Pirlo e Pogba mostra e dimostra forma (fisica) e sostanza (cerebrale) esibendo un gioco tutt’altro che spettacolare ma estremamente funzionale allo scopo. Difficile fare di più e di meglio quando la compagine avversaria blocca la tua iniziativa a centrocampo con i muscoli del pressing e l’intelligenza geometrica della compattezza e dell’ordine tattico in fase di non possesso. Impossibile rendersi fonte di pericolo quando si riesce a spezzare il dialogo tra mittente e destinatario dell’oggetto sferico chiamato pallone. Barreto si danna l’anima nelle due fasi, l’ex Maresca non trova linee di passaggio verticali (non lo farà neppure Jajalo nella ripresa) e il rapporto in altri casi esplosivo tra miccia e detonatore, Vazquez e Dybala viene costantemente disinnescato alla perfezione dagli artificieri della difesa bianconera.