Gli ottavi di finale di questo Mondiale sono terminati, e li ricordo con piacere perché hanno regalato tantissime emozioni. E soprattutto tante conferme. Mi verrebbe da citare Messi, Neymar, Shaquiri, Hazard, Müller, Pogba e tantissimi altri. Ma credetemi, la lista sarebbe davvero lunga e oggi voglio soffermarmi soltanto sul migliore di questi ottavi di finale: James Rodriguez.

Ventitre anni e leader indiscusso della Colombia in questo Mondiale. Un numero pesante sulle spalle, ma lui è talmente bravo da portarlo con una leggerezza impressionante. Tocca il pallone e tutti rimangono incantati. Che talento. E che goleador. Di quelli che amano segnare e far sognare. Che con semplicità e fantasia compiono una vera e propria opera d’arte. Prende per mano la sua squadra come se fosse punto fermo di questa da una vita. È vero, ha dei compagni fantastici tanto quanto lui, primo fra tutti Cuadrado, ma il giovane colombiano è un vero trascinatore. Un uragano. James Rodriguez ha una forza in più, l’umiltà. E quest’ultima, unita al già citato talento, forma il mix vincente che sta portando il leader colombiano verso la finale al Maracanà.

Venerdì inizieranno i quarti di finale e James Rodriguez avrà il suo. Da un lato la Colombia. Dall’altro il Brasile. Da un lato James Rodriguez. Dall’altro Neymar. Due grandi squadre. Due grandi talenti. Due numeri 10 tra i migliori numeri 10. Neymar deve vincere. James Rodriguez vuole vincere.