Una rete, peraltro inutile, mille polemiche. Daniel Pablo Osvaldo (foto by InfoPhoto) ha segnato ancora contro la Roma, nel match vinto nettamente dai giallorossi contro l’Inter, scatenando la rabbia dei tifosi della sua ex squadra; non tanto per il gol, non tanto perché Osvaldo gliene aveva già fatto uno la scorsa primavera, quando era sceso all’Olimpico con la Juventus già campione d’Italia, quanto per l’esultanza con tanto di dito silenziatore portato alle labbra, in risposta alla pioggia di fischi ricevuti durante tutto l’incontro. E, soprattutto, per il sospetto che, sotto la maglia nerazzurra, il centravanti italoargentino ne indossasse un’altra: nel primo tempo, infatti, le telecamere malandrine hanno evidenziato una sottomaglia bianca recante la scritta “ancora”, che ha portato a pensare ai più maliziosi che la dicitura completa fosse “Vi ho purgato ancora”. Provocazione doppia, peraltro, perché quello era il celeberrimo sfottò ideato da Francesco Totti in un antico derby del vecchio millennio.

Con una pensata geniale, Osvaldo ha pensato bene di rinfocolare l’atmosfera il giorno dopo, ovvero questa mattina, dedicando alla sua platea virtuale un tweet che non lascia spazio all’immaginazione: “I tifosi della Roma che mi stanno riempendo il Twitter di insulti e minacce dov’erano l’11 Maggio dopo il gol al minuto 94? #poveretti“. Il riferimento, manco a dirlo, è alla rete che permise alla Juve di sbancare l’Olimpico l’anno scorso e che i tifosi giallorossi salutarono come una beffa nella beffa (i bianconeri avevano già in tasca lo scudetto e quella partita la giocarono con molte riserve, tra cui lo stesso Daniel Pablo). Sarebbe carino chiedersi perché diavolo un calciatore professionista si senta in dovere di bisticciare telematicamente con dei perfetti sconosciuti, come un troll di una community virtuale. Va bene che per giocare a pallone non è necessario essere letterati o fisici quantistici, ma non serve esserlo nemmeno per rendersi conto che certi atteggiamenti sono censurabili in un uomo di di quasi 30 anni.