Ci sono quelle facce pulite, quelle persone tutte d’un pezzo, mai arroganti, che vorresti sempre ai posti di comando. Ma la vita, si sa, non gira sempre nel verso giusto. E così ti ritrovi, nonostante un Mondiale vinto sul campo ed un’esperienza da dirigente di alto livello, a casa senza lavoro. Una sorte, quella toccata a Gabriele Oriali, strana. Stranissima se pensiamo che lui, di fatto, ha conquistato la Champions League 2010 assieme a Mourinho e allo squadrone messo a disposizione da Massimo Moratti. Ancora più strano se pensiamo che lui, Lele Oriali, è una delle poche persone del mondo del calcio ancora pulita.

Oriali nuovo team manager della Nazionale italiana di calcio (CLICCA QUI PER I DETTAGLI), affiancherà, di fatto, il nuovo commissario tecnico Antonio Conte. Scelto personalmente dal presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio; uno che è finito nell’occhio del ciclone per le sue note esternazioni razziste (CLICCA QUI PER RILEGGERE TUTTO L’ACCADUTO) ma che ne è uscito pulito a metà, visto che nessuno in Italia ha pensato bene di portare avanti questa battaglia. Aspettiamo, invece, il giudizio dell’Europa. In panchina Antonio Conte, uno che è stato squalificato dalla stessa Figc per un presunto coinvolgimento in un giro di scommesse. Lui, Oriali, in tutto questo invece non c’è mai cascato: ha vissuto da calciatore il periodo del primo totonero, quello a cavallo tra anni ’70 e ’80: mai coinvolto. Ha vissuto l’epoca di Calciopoli: mai tirato in ballo. L’unica pecca quel processo legato al passaporto comunitario di Alvaro Recoba: il Gip del Tribunale di Udine, Giuseppe Lombardi, in data 25 maggio 2006 accolse la richiesta di patteggiamento dell’attaccante uruguayano e dello stesso Oriali, infliggendo, con sentenza definitiva, la pena di 6 mesi di reclusione ciascuno (sostituita con una multa di 21.420 euro) per i reati di concorso in falso e ricettazione nell’ambito dell’inchiesta sulle procedure seguite per far diventare comunitari giocatori che non avevano antenati in Europa. Peccato che, qualche anno dopo, il direttore sportivo della Roma Franco Baldini scagionò di fatto il Lele nazionale da tutto. Oriali, una persona per bene che inizierà a lavorare con chi, di fatto, non ha avuto finora un percorso lineare: c’è da chiedersi se sia una cosa buona, ma siamo sicuri che l’ex mediano azzurro, campione del Mondo nel 1982, farà alla grande il suo lavoro.

Gabriele Oriali, photo credit: NazionaleCalcio via photopin cc