La missione per portare le Olimpiadi a Roma nel 2024 inizierà questa mattina, nel Salone d’Onore del CONI, durante la cerimonia di consegna dei Collari d’oro. Sarà in quel momento che Matteo Renzi annuncerà la candidatura ufficiale della capitale italiana per i Giochi in programma tra dieci anni, come preannunciato sabato dallo stesso premier durante l’assemblea del suo partito: “Daremo un grande messaggio al futuro del Paese. Toccherà Firenze, Napoli, la Sardegna“. Perché, ed è questa la grande novità, nelle intenzioni del CONI c’è un’Olimpiade delocalizzata, le cui gare non saranno esclusivamente concentrate entro i confini urbani di Roma – senza esagerare, tuttavia, il Comitato Olimpico Internazionale finirà sempre per privilegiare una soluzione che richieda meno spostamenti possibili agli spettatori.

A dire il vero, prima dell’eventuale Roma 2024, la delocalizzazione potrebbe interessare anche Tokio 2020, visto che il Comitato Olimpico nipponico sta pensando di muovere il torneo di basket a Osaka. E anche altre avversarie di Roma, come Berlino e Parigi, sarebbero interessate a questa nuova modalità. Per quanto riguarda il nostro progetto, verranno coinvolte non soltanto le regioni limitrofe al Lazio, ma anche il Nord e il Sud: il torneo di calcio, per esempio, potrebbe essere diviso tra Piemonte, Veneto, Puglia e Sicilia, mentre quello di basket dovrebbe essere assegnato a Milano.

Il sogno di riportare l’Olimpiade a Roma torna dunque più concreto che mai, a due anni di distanza dal brusco naufragio del progetto Roma 2020, castrato dal governo Monti per comprensibilissime ragioni economiche. A quanto pare ora la situazione è lievemente migliorata, non solo dal punto di vista dei conti dello Stato ma anche da quelli dei costi dei Giochi olimpici: se per realizzare Londra 2012 c’è voluta l’esorbitante cifra di 12 miliardi di euro, oggi si pensa di poter completare il lavoro con un ingombro pari a circa la metà, 5-6 miliardi di euro e non di più. Ovviamente la natura reale dell’investimento dipenderà in gran parte dalle infrastrutture che sarà necessario realizzare, in particolar modo nuovi impianti sportivi.

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