Alla fine, il tanto atteso incontro tra il presidente del Coni, Giovanni Malagò e Virginia Raggi, sindaca di Roma, c’è stato. Non per parlare di olimpiadi, discorso ormai formalmente chiuso, ma per assistere alla presentazione del logo degli Europei di calcio del 2020, che per festeggiare la 60esima edizione si trasformerà in un torneo itinerante e di cui Roma ospiterà tre gare della fase a gironi e un quarto di finale. Una curiosa circostanza, che il numero uno del Coni ha voluto sottolineare, intervistato da Sky Sport: «Questo era un appuntamento fissato da molti mesi e dobbiamo rispettare i ruoli istituzionali. Sono le curiose circostanze del calendario e della vita delle persone. Neanche uno sceneggiatore poteva immaginare una situazione del genere. È la vita. Resta un’amarezza infinita, questo è sicuro».

Ovviamente, le domande poste a Malagò sono state tutte incentrate sul discorso di Roma 2024, per cui esclude categoricamente una qualsiasi prosecuzione senza l’autorizzazione del comune: «Teoricamente ci sono diversi piani B: ma non è la strada giusta. Perderemmo credibilità». «In passato ci sono stati Paesi che hanno continuato a sostenere la candidatura quando ci sono stati problemi con i comuni: hanno sostituito con un commissario le prassi tradizionali. Ma io dal primo giorno ho sostenuto che questa non sia la strada giusta». «Non è elegante – ha detto ancora il presidente del Coni -. Perderemmo credibilità. Non lo vogliamo fare, ci adegueremo a una decisione che consideriamo profondamente ingiusta».

Come dicevamo in apertura, per un curioso scherzo del destino, proprio all’indomani della fine del sogno olimpico c’è stato un incontro con la Raggi, che Malagò ha voluto salutare addirittura con un baciamano: . «Con una persona con cui non ho confidenza lo faccio sempre», ha spiegato Malagò. «Se mi aspettavo scuse dalla Raggi dopo il mancato incontro di ieri? Una donna non deve mai chiedere scusa», mettendo così fine alle polemiche iniziate ieri dopo il mancato incontro, poco prima del “no” della sindaca alla candidatura olimpica di Roma.

Per il presidente del Coni, questa è stata una giornata davvero piena: in mattinata si è recato a Palazzo Chigi, dove si è trattenuto per un’ora e mezza: «Con Renzi non ci siamo visti, avevo un appuntamento già fissato con Luca Lotti, per parlare di alcuni argomenti e soprattutto era fissato perché veniva il presidente della Uefa Ceferin accompagnato dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio. Non c’è altro».

Malagò ha trovato anche il tempo per intervenire ai microfoni di Radio Anch’io, per precisare bene la faccenda dei soldi fin qui spesi dal comitato promotore di Roma 2024: «Noi siamo un ente pubblico, tutte le spese sono online, e si tratta di fondi del Governo. Noi non facciamo alcun tipo di azione, non facciamo nulla e non vorremmo fare nulla. Ma se qualcuno, dico le autorità vigilanti, ci chiede, noi dovremo semplicemente dire perché abbiamo interrotto un atto dovuto. Abbiamo una società partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, con la Corte dei Conti organo vigilante», ha sottolineato il numero uno del Coni.