15 discipline olimpiche, 40 Paesi partecipanti, 1300 medaglie pronte, 3 mascotte (l’Orso bianco, la Lepre e il Leopardo delle nevi). Sono questi alcuni dei numeri di Sochi 2014, le Olimpiadi invernali che prenderanno il via il prossimo 7 febbraio per due settimane cariche di emozioni, adrenalina e, speriamo, tante vittorie italiane.

Ad accompagnarci in questo viaggio sportivo quest’anno ci sarà Claudia Morandini che, a fianco di Luca Sgarbi, presenterà le gare olimpioniche su Cielo che dedicherà all’evento oltre 100 ore di diretta con commenti, ospiti importanti, aggiornamenti e interviste (qui tutti i dettagli sulla programmazione).

Abbiamo chiesto proprio a Claudia, ex campionessa di sci, da qualche anno telecronista, conduttrice e commentatrice tv, come l’Italia vivrà, secondo lei, questa avventura russa e, soprattutto, se ne verrà fuori vincitrice. Eccovi una breve, ma interessante intervista.

Hai vissuto la tensione di una gara sportiva da entrambe le parti: da quella di chi la vive in prima persona, e da quella di chi la racconta. Cosa si prova in questo passaggio?

Una grande soddisfazione. Una soddisfazione che deriva dal fatto che si racconta un qualcosa che hai già vissuto: provi le stesse sensazioni di colui che sta scendendo da quella pista, ti immedesimi nei suoi sforzi, nelle sue aspettative, nella sua tensione. Si riesce sicuramente ad essere molto empatici. Talvolta mi emoziono tantissimo quando commento una discesa, non dico tanto quanto la vivevo sulla mia pelle, ma quasi.

A Sochi la temperatura è piuttosto mite e la neve stenta a cadere, tanto è vero che più di 400 cannoni sono già in azione per sparare quella artificiale. E’ un problema dal punto di vista tecnico per le discipline sciistiche?

Il problema non è tanto la presenza o l’assenza di neve perché ormai quella artificiale ha la stessa consistenza e rende la pista perfetta. Ciò che più impensierisce, piuttosto, sono proprio le condizioni metereologiche: quando non fa troppo freddo la nebbia è frequente. E’ questo il vero problema: la poca visibilità che rende sicuramente più difficile qualsiasi discesa. Purtroppo Sochi da un punto di vista geografico è molto particolare perché è vicina al Mar Nero, ma circondata da montagne e questo crea degli sbalzi di temperatura decisamente repentini.

Le varie minacce terroristiche di cui si continua a parlare in questi giorni non aiutano certo a vivere serenamente l’evento. Pensi che gli atleti ne possano risentire.

Un po’ di preoccupazione nel mondo tecnico c’è, non si può dire il contrario, ma naturalmente la paura è anche un fattore abbastanza personale. L’importante è non sottovalutare il problema e posso assicurare che la presenza militare c’è, come c’era anche negli anni passati perché alla fine non è un problema relativo solo alla Russia, le minacce terroristiche sono arrivate purtroppo anche in passato.

Grande assente di quest’anno è Lindsey Vonn… 

La sua assenza, è vero, si sentirà tanto. Non solo perché è una grandissima atleta e sarebbe stata sicuramente una delle favorite, ma anche perché è un personaggio mediatico molto forte. Penso però abbia fatto bene, quando si hanno dei problemi articolari come il suo premere sull’acceleratore vuol dire rischiare tanto e lei non se lo può permettere. In gioco c’è la sua carriera e saltare un’Olimpiade non è poi un danno così grosso rispetto all’esser costretti a fermarsi prima del tempo.

La grande favorita, a questo punto, è la statunitense Mikaela Shiffrin. Potrebbe prendere il posto della Vonn?

Sì, le manca un po’ di maturità perché è davvero molto giovane (ha solo 18 anni, ndr), ma ha sicuramente la mentalità vincente. Non si fa condizionare dalla pressione dei media e da un punto di vista agonistico stupisce davvero. 

E la Gut? Altro nome che spicca…

Ha avuto un piccolo calo, ma sembra già in grande ripresa. Quindi attenzione anche a lei nelle discipline veloci e in gigante. E’ un altro bel personaggio. Alla fine questa disciplina è davvero un terno al lotto e talvolta, chi meno te lo aspetti, riesce poi a stupirti.

Cosa ci dici degli italiani?

Quest’anno non abbiamo un leader forte a garantire la medaglia. Abbiamo poche carte sicure, ma sicuramente le sorprese sono sempre gradite e mai improbabili; alla fine le medaglie garantite sono sempre state pochine, anche negli anni passati. Se dovessi farti dei nomi, punterei su Armin Zöggeler e Arianna Fontana. Per quanto riguarda gli azzurri dell’alpino in tanti dei nostri possono fare medaglia. Da considerare la giornata, la neve e la pista. Nello sci tutto è possibile, io credo nella squadra azzurra!