Una frase fastidiosa sui gay, probabilmente solo maldestra, di certo imprudente, durante il Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico, ha messo nei guai Mario Pescante (foto by InfoPhoto), ex presidente del CONI e attuale membro del CIO. Dopo aver iniziato il suo discorso parlando del pericolo terrorismo che incombe sulle prossime Olimpiadi invernali di Sochi 2014, Pescante aveva fatto cenno al cosiddetto “terrorismo politico”, ovvero il tentativo di sfruttare la vetrina olimpica per portare avanti “diritti condivisi da tutti ma che non devono essere avanzati solo alle Olimpiadi“, con particolare riferimento alla scelta di Barack Obama di inviare a Sochi una delegazione di persone dichiaratamente omosessuali – o, secondo la vulgata di Pescante, “quattro lesbiche inviate in Russia solo per dimostrare che in quel paese i diritti dei gay sono calpestati. Lo facciano in altre occasioni“. Patatrac.

Inutile il tentativo di rettifica da parte dell’ex numero uno dello sport italiano, che ha parlato di “frasi estrapolate dal contesto”, pur ammettendo di aver usato “termini impropri”. Franco Grillini, leader storico del movimento LGBT italiano, è partito all’immediato contrattacco, invitando Pescante ad andare in pensione, ricordandogli quanto sia ridicolo definire “terrorismo” l’invio di un paio di persone omosessuali ai Giochi Olimpici, specialmente quando proprio il leader del paese organizzatore, Vladimir Putin, farà di tutto per usare a suo vantaggio le Olimpiadi, per dare una bella ripulita all’immagine sua e della Russia. Anche Maria Ida Germontani, responsabile nazionale Pari Opportunità, Diritti e Integrazione per Scelta Civica, ha duramente replicato alle parole di Pescante: “Vorremmo sapere da lui dove stia la cattiva politica nella scelta di Obama di far presente a Putin che si è contrari alla sua vergognosa legge anti-gay. Chi fa cattiva politica in questo momento è proprio Pescante“.