Pechino ha battuto la città kazaka Almaty, aggiudicandosi le Olimpiadi invernali del 2022. Si tratta di un evento storico: per la prima volta una città ospita sia Giochi estivi che invernali.

Olimpiadi 2022 a Pechino dunque. La capitale della Cina ha temperature che in gennaio possono anche scendere fra i -7 ed i -4. Ma a convincere i membri del comitato olimpico internazionale, riuniti a Kuala Lumpur, in Malaysia, per il 128esimo congresso, sono state le infrastrutture.

Il sindaco di Pechino, Wang Anshun, è passato sopra alle proteste di ambientalisti e manifestanti per i diritti umani, sponsorizzando in prima persona la candidatura della capitale cinese per le Olimpiadi invernali del 2022.

“La Cina può ospitare le Olimpiadi invernali. Ha una civiltà rigogliosa, una società armoniosa ed una economia prospera. Tre fattori decisivi per la buona organizzazione dei Giochi”, le parole di Anshun.

Pechino ha battuto in finale Almaty. In precedenza c’era stato il ritiro delle candidature di Stoccolma, Cracovia, Leopoli e Oslo. Beijng spera di bissare il successo organizzativo delle Olimpiadi del 2008.

Quei Giochi fecero segnare numeri strordinari. 204 Nazioni partecipanti, 10.942 atleti, 302 gare di 28 diverse discipline. Senza contare i record di medaglie di Michael Phleps (8 ori, 7 quelli di Mark Spitz) e di Usain Bolt (3 ori con record nei 100 metri, nei 200 metri e nella staffetta 4×100).

A Pechino è riuscita quell’impresa fallita da Monaco di Baviera. La città tedesca, che ospitò i Giochi del 1972 ci ha provato per le Olimpiadi del 2018. Per quelle del 2022, i cittadini hanno evitato la ricandidatura attraverso un referendum.

I Giochi si disputeranno per tre volte consecutive in Asia. Pyeongchang 2018 , Tokyo 2020 e Pechino 2022.