A pensarci bene, non poteva essere che uno chiamato Romero l’eroe di una partita horror come questa semifinale tra Olanda e Argentina. Il portiere dell’albiceleste, con le sue due parate sui rigori di Vlaar e Sneijder, ha regalato a un evanescente Messi la finale che sognava: domenica, a Rio de Janeiro, sarà dunque Germania-Argentina, rivincita della finale del 1990, o di quella del 1986, a seconda di come la si guardi. Naturalmente, per battere gli straordinari tedeschi servirà molto di più di quanto mostrato a San Paolo (a cominciare, per esempio, da Angel Di Maria, oggi assente). Saluta l’Olanda, che ha pagato tutto in un colpo il non indifferente credito accumulato nei confronti della buona sorte in questo torneo.

In un certo senso, è stato come se il dramma del Brasile abbia spaventato Olanda e Argentina, che si sono presentate in campo con una sorta di museruola autoinflitta, più preoccupate di non concedere spazi che di provare a creare gioco. Certo, ha influito anche il fatto che si parla di squadre speculari, dotate di attacchi atomici ma povere di talento dietro la linea di fuoco. Fatto sta che ne è uscita una semifinale incredibilmente povera di contenuti e occasioni da rete. Per dire: al 79′ lo score recita 2 tiri in porta a 0 in favore dell’Argentina, e le uniche vere palle gol dei 90′ sono una zampata di Higuain fuori di uno sbuffo (74′) e una percussione di Robben fermata da uno straordinario Mascherano (90′). Per il resto, notte fonda. Nemmeno i cambi di Sabella, che nel finale butta nella mischia Palacio e Aguero, rianimano il match, e anche nei tempi supplementari non accade nulla di nulla, se non un colpo di testa di Palacio bloccato da Cillessen in uscita.

A proposito di Cillessen: questa volta Van Gaal brucia i tre cambi prima di poter operare lo switch con Tim Krul. E così, quando Cakir fischia la fine, l’interrogativo è: come si sentirà il portierino oranje, che contro il Costa Rica era stato sfiduciato in pubblico dal suo tecnico? La risposta arriva durante la lotteria dei rigori: mentre il collega argentino vola sui tiri di Vlaar e Sneijder, Cillessen si fa bucare da tutte e quattro le trasformazioni avversarie. Insomma, dirà Van Gaal, alla fine avevo ragione io. Magra, magrissima consolazione: niente finale tutta europea in Sudamerica, domenica 13 luglio sarà l’Argentina a cercare la notte della vita contro la poderosa, imperiale e pure più riposata Mannschaft. Ecco le pagelle del match:

PAGELLE OLANDA (5-3-2): Cillessen 5.5; Kuyt 6, de Vrij 6.5, Vlaar 7.5, Martins Indi 5 (Janmaat 6), Blind 6.5; Wijnaldum 6, Sneijder 6, De Jong 6 (Clasie 5.5); Robben 6, Van Persie 5 (Huntelaar 5.5). CT. Van Gaal 5.5

PAGELLE ARGENTINA (4-4-2): Romero 7.5; Zabaleta 6, Garay 6.5, Demichelis 7, Rojo 6.5; Perez 5.5 (Palacio 5), Mascherano 7, Biglia 6, Lavezzi 5.5 (Maxi Rodriguez ng); Messi 5, Higuain 5 (Aguero 5). CT. Sabella 5.5