Se la squadra è in crisi nera sul campo, almeno per quanto riguarda il nuovo stadio Roma e il club viaggiano velocemente. Quest’oggi Ignazio Marino, ha incontrato Mark Pannes, Ceo della società Stadio della Roma a cui è stato assegnato l’incarico di costruire l’impianto giallorosso; al termine del meeting, il sindaco capitolino ha annunciato per il prossimo 15 giugno la consegna dell’intero progetto comprendente lo stadio, le infrastrutture a esso legate e gli altri edifici. “Si è trattato di un incontro positivo e proficuo. Aspettiamo naturalmente gli sviluppi di questo lavoro complesso e importante“, si legge nella nota ufficiale del sindaco, “che coinvolge un gran numero di imprese internazionali e professionisti e che deve concludersi nei tempi e nei modi concordati, nell’interesse della città“.

Soddisfatto dell’incontro anche Mark Pannes: “Stiamo rispettando la tabella di marcia che ci siamo prefissati, l’obiettivo è sempre quello di posare la prima pietra entro la fine del 2015 e di consegnare lo stadio pronto per l’inizio della stagione 2017-18“. In realtà, nelle ultime settimane hanno preso a circolare voci non troppo rassicuranti sulle tempistiche richieste dal progetto, tra ricorsi e lungaggini da cui nemmeno la stessa società costruttrice non sembrava essere esente: l’incontro di oggi, infatti, era stato preteso dallo stesso Ignazio Marino per poter presentare il prima possibile il progetto alla Regione Lazio. Pannes, comprensibilmente, minimizza: “Sono questioni molto complesse e ci vuole tempo per risolverle. Non è come costruire un palazzo, stiamo costruendo un qualcosa di più complesso che riguarda anche l’intrattenimento. Cerchiamo di fare tutto in maniera molto sicura. Deve essere rispettato l’ambiente e lo sapevamo già dall’inizio“.

L’ultimo riferimento è rivolto ai due principali inghippi – si fa per dire, in realtà sono procedure standard di fondamentale importanza – che rischiano di far oscillare nel tempo la data di inizio lavori: le rilevazioni idrogeologiche del’intricato sottosuolo romano, che richiedono solitamente 3-4 mesi di tempo per essere completate, e le valutazioni di impatto ambientale, che richiedono tempistiche ancor più lunghe (dai 4 agli 8 mesi). Oltre a questo, bisognerà affrontare i numerosi ricorsi che sono stati presentati in Procura da M5S e altre associazioni, che in linea teorica potrebbero ancora mandare all’aria l’intero castello.

Secondo le stime della Roma e del Comune, l’investimento complessivo sarà nell’ordine di un miliardo e 200 milioni di euro, e comprenderà non solo la costruzione dello stadio da 52mila posti, ma anche quella di tutte le strutture commerciali e non da realizzare nell’area che attualmente occupa l’ippodromo dismesso di Tor di Valle.