E’ fatta, ora è ufficiale: il nuovo stadio Milan si farà al Portello. Un giorno storico per la società rossonera, che ha visto quest’oggi premiati gli sforzi di lunghi mesi con l’accettazione della propria proposta da parte di Fondazione Fiera. Una decisione che è giunta al termine di un estenuante processo di valutazione e altrettanto infinite discussioni e che, alla fine, dopo molte esitazioni, indiscrezioni negative (per il Milan) e un’ultima riunione d’emergenza conclusasi pochi minuti fa, ha consegnato nelle mani del club di via Aldo Rossi il regalo più atteso, bocciando al contempo il progetto Milano Alta del gruppo Vitali.

Decisivo, come sempre, il vil denaro: per strappare il sì della Fondazione il Milan ha dovuto alzare l’offerta complessiva di 450 mila euro all’anno (per 50 anni) del canone di locazione, facendo lievitare il costo del suo nuovo tempio a 217,5 milioni, comprensivi dei 20 milioni di euro destinati ai lavori di bonifica del sottosuolo. Il gruppo Vitali si era fermato a 185 milioni. Secondo il progetto originale, lo stadio avrebbe dovuto essere pronto per l’estate del 2018: nei prossimi giorni si saprà se quella deadline è ancora realistica.

Si tratta, è giusto sottolinearlo, della grande vittoria personale di Barbara Berlusconi, che sin dal primo momento si è spesa con tutte le sue forze, e in prima linea, per il progetto dello stadio al Portello. La giovane ad rossonera, dopo l’inopportuno terremoto societario dell’autunno-inverno 2013, ha avuto la saggezza di abbassare il tiro e dedicarsi a ciò che le era più consono, ottenendo in breve tempo due successi strategici clamorosi: il primo, Casa Milan, la nuova sede del Diavolo, rivelatasi peraltro anche un affare dal punto di vista economico. E ora lo stadio al Portello. Tra cessione di quote societarie, campagna acquisti scoppiettante e il nuovo impianto alle porte, l’estate rossonera sta diventando sempre più interessante.