A poco più di sei mesi dalla presentazione della candidatura ufficiale per la riqualificazione dell’area dell’ex Fiera Campionaria, oggi finalmente si saprà se il nuovo stadio Milan sorgerà o meno al Portello. Questo pomeriggio, infatti, Fondazione Fiera farà conoscere il suo verdetto: in ballo, oltre al progetto di via Aldo Rossi, c’è la Milano Alta del gruppo Vitali, che prevede la rivalutazione delle strutture già presenti in chiave green, con la costruzione di una “strada verde” ciclopedonale, sopraelevata di sette metri rispetto al piano stradale e atta a collegare l’area di City Life con il Portello – il progetto prevede anche l’immancabile hotel da 350 camere, ristoranti e spazi per attività ludiche e sportive. A Casa Milan si respira aria di moderato ottimismo, rinfocolato dalle parole di Silvio Berlusconi al raduno della squadra (“Il nostro è un progetto eccellente“), e va detto che la proposta rossonera è economicamente più vantaggiosa per il Comune (3,5 milioni di euro di canone di locazione annuo contro 3,3) ma da altre parti la si pensa al contrario: favorito, infatti, sarebbe il progetto di Vitali, meno invasivo e molto più gradito agli occhi degli abitanti della zona del Portello.

E’ probabile, anzi praticamente sicuro, che nella decisione che verrà presa nel Consiglio generale delle 17,30 la componente politica finirà per avere un peso notevole, visto il differente colore dell’amministrazione cittadina e di quella regionale (e del presidente del Milan), e visto che l’anno prossimo si vota per eleggere il sindaco, e ci sono in ballo circa 30mila voti dei residenti del Portello. Il club ritiene di aver presentato un progetto più che conveniente non solo per sé ma anche per la città, ha puntato con decisione sull’area dell’ex Fiera ed è convinto di poter strappare il sì della Fondazione; ma questo non significa che non sia già stato approntato un piano B. In caso di verdetto negativo, infatti, il Milan si orienterebbe immediatamente verso una zona diversa, meno centrale e ovviamente meno vicina alla sua sede nuova fiammante, ma molto più semplice da raggiungere: parliamo dell’area ex Falck a Sesto San Giovanni. Ci sono già stati contatti con il gruppo Bizzi, e l’amministrazione sestese (seppure anch’essa del Pd) sarebbe più che felice di riuscire a risolvere l’eterno problema della riqualificazione delle ex acciaierie portando in città un centro gravitazionale formidabile come il nuovo stadio del Milan.